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L’ultima cena dipinta da Tintoretto all’interno della Cattedrale di San Martino

11 curiosità da vedere e conoscere a Lucca
Se cerchiamo cosa visitare in una città, il web propone di solito una lista di dieci cose o luoghi da visitare spesso molto popolari, direi quasi scontati.
Io, invece, ve ne propongo undici perché me ne è venuta in mente una in più del dovuto rispetto al sistema “decimale” che tutti adottano ed io non voglio nascondervela.
In realtà, se mi mettessi a pensare ad altri luoghi o cose particolari nella mia città, forse potrei non finire mai la lista, ma per il momento va bene così.

L'ultima Cena di Tintoretto

All’interno della Cattedrale di San Martino, al terzo altare della navata destra, troviamo il dipinto raffigurante l’ultima cena di Cristo, opera del celebre pittore veneziano Jacopo Robusti detto il Tintoretto.
E’ questa l’ultima opera eseguita con l’aiuto del figlio Domenico nell’anno della sua morte: 1594.

Questo quadro, come gli altri presenti negli altari della chiesa, seguono i dettami voluti dalla contro riforma tridentina in contrapposizione alla strisciante eresia che aveva permeato la città sino ai più alti strati dell’aristocrazia lucchese.
Tuttavia questo dipinto si distingue per alcuni elementi che lo caratterizzano. La forte drammaticità dell’evento eucaristico è sottolineata dai contrasti di chiaro scuro che dividono la scena fra gli elementi terreni e quelli divini: il cielo paradisiaco che si squarcia dietro l’immagine di Gesù e l’oscurità degli ambienti della taverna, il pane eucaristico e le ricche stoviglie e suppellettili poste sul panno candido del tavolo. Fra tutti, però, si distingue una giovane donna che ai piedi della scena offre il seno al proprio figlio per nutrirlo. La donna in questione personifica tutte le donne del mondo in grado di preparare i propri figli al vero pasto del Corpo del Signore, cioè l’eucarestia e il miracolo della transustanziazione. Quella donna, quindi, siete voi signore spettatrici.

E’ questo uno dei primi e più forti esempi di interattività fra l’opera dipinta e lo spettatore che, attonito, si vede catapultato all’interno del quadro verticale. Tale sensazione è amplificata dall’effetto ottico che si prova quando, fissando il tavolo, si percorrono i passi necessari per spostarsi da destra verso sinistra e viceversa. Si noterà così che il tavolo magicamente si sposterà, cambiando la sua forma da orizzontale a verticale, come se ci muovessimo intorno ad esso. Steven Spielberg non avrebbe saputo fare di meglio in uno dei suoi più spettacolari film intrisi di effetti speciali.

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Un commento a “L’ultima cena dipinta da Tintoretto all’interno della Cattedrale di San Martino

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