Turislucca

Non di solo pane… I percorsi e gli itinerari turistici “esperenziali”

Non di solo pane… ma con il prosciutto e il vino è meglio.
I percorsi e gli itinerari turistici “esperenziali” sono e saranno il nuovo pane per le guide turistiche da oggi al domani.

Basta vedere un breve video dove in una trattoria lucchese una signora italiana mostra come spiana e taglia della pasta fresca, per comprendere come pochi, semplici gesti legati al cibo, possano suscitare emozioni che si trasformano immediatamente in fantasie organolettiche da non dimenticare, ma anzi da immortalare in altrettante immagini.
Sta tutto qui il successo dei fortunati format televisivi che hanno come tema il cibo. Prendere la pancia più che la mente.

Ma da noi il cibo, poi, lo si può mangiare davvero declinandolo nella moltitudine di piatti e ricette non solo regionali, ma direi cittadine e paesane! Questo è un altro plus che rende vincente il tema culinario italiano.
Detto questo, credo che dovremmo comunque fare una riflessione che riguarda in particolare i sensi che un turista o viaggiatore che sia mente in campo una volta che intraprende un viaggio in terre straniere. Lasciamo da parte la pellicola con Julia Roberts “Mangia, prega, ama” dove la viaggiatrice viene presa da alcune esperienze forti fra le quali anche il cibo. Analiziamo invece la cosa dal punto di vita della guida come operatore turistico professionista in grado di proporre ed offrire esperienze da ricordare.

Dei cinque sensi (tatto, olfatto, gusto, udito e vista) la guida turistica che accompagna i propri clienti in visita alla scoperta delle attrazioni di una città d’arte, tende quasi sempre a far udire una storia e a far vedere , descrivendolo, un oggetto o un monumento.
Poche volte riesce a far interagire i suoi clienti con gli altri sensi che abbiamo a disposizione. Quando lo fa il successo è garantito.

Il cibo, come detto, è forse uno dei temi più sfruttati nel turismo “esperenziale” e certamente quello di maggior successo e coinvolge gusto e olfatto.
Tuttavia “non di solo pane vive l’uomo” ed infatti l’altro senso che viene messo in gioco è l’udito. Sempre più spesso abbiamo il piacere, qui a Lucca città dove la tradizione musicale ha radici profonde, di poter offrire ai nostri clienti occasioni dove ascoltare della buona musica, sia classica che pop, jazz o rock. La stagione Pucciniana e il summer festival e i concerti barocchi invernali sono solo due esempi fra i molti che potremmo citare.
Le manifestazioni musicali stanno crescendo in numero e qualità in maniera esponenziale. Là dove non arriva un concerto arriva una piccola perfomance di un artista di strada e là dove non arriva l’artista di strada a volte arriva la guida stessa spesso accennando brevi brani musicali e riscuotendo sempre notevole successo. Consiglierei alle guide turistiche intonate un mini corso di canto. Ne trarrebbero sicuramente un giovamento sia personale che in termini di stima ed immagine.

Lo so, forse è chiedere troppo. Cari colleghi vi vedete già nei panni del gondoliere che canta o sole mio. Però, vi assicuro, che non guasterebbe azzeccare la nota giusta.
Vi è poi un altro senso che qualche volta si può mettere in campo: il tatto.
Ricordo ancora, con la nostalgia dei tempi passati, lo sconcerto che suscitò fra noi giovani studenti di storia dell’arte all’università di Pisa, il consiglio che ci dette il Professor Ciardi, docente di arte moderna presso quell’ateneo: “Quando siete in un museo e il custode è distratto toccate sempre l’opera d’arte che state studiando, sia essa una dipinto o una scultura. Solo così ne potrete capire la vera qualitàù”. Io, ad esempio, spronato dalla restauratrice che aveva appena finito il lavoro nel 1984 ebbi la “mistica” esperienza di toccare a fondo e per molto tempo la mitica Primavera del Botticelli. Non prendetemi per un pervertito o un deviato mentale ma, vi assicuro, rasentai l’orgasmo. Attenzione però colleghi !!! Non date MAI questo suggerimento ai vostri clienti in un museo di qualsivoglia natura. Pena sanzioni, caos e nel peggiore dei casi denunce di vario tipo. A meno che non vi sia un percorso speciale per non vedenti; e qui si apre un altro capitolo.

Ricordo infatti come una delle esperienze più gratificanti della mia carriera, la mia prima visita guidata a non vedenti. Forse il mio fu puro istinto, ma vi assicuro che fu un enorme successo. Immaginai di non vedere e di comprendere quali sensi un non vedente mettesse in gioco in una esperienza di visita guidata. Così cominciai a far udire il battito delle mani in un ambiente ampio come una chiesa, contare i passi insieme al gruppo per verificare l’ampiezza delle mura, e finalmente a toccare i rilievi marmorei degli innumerevoli esempi di scultura medioevale e moderna che può vantare Lucca. Comunque, in quell’occasione le esperienze più forti furono due, e ancora le ricordo con emozione.

La prima quando feci toccare a tutti i partecipanti, uno ad uno, il rilievo marmoreo del corpo sensuale e dolce del sarcofago della bella Ilaria del Carretto nella sacrestia del Duomo di Lucca. Ho ancora impresso il variare delle espressioni dei loro volti man mano che le loro mani toccavano, delicatamente e a volte anche con forza, quella candida immagine. L’altro, ancor più forte, quando una giovane e bella ragazza non vedente dagli occhi verdi ma spenti, mi chiese di prenderle la mano e salire assieme a lei sul bordo del parapetto sopra le mura che ci avrebbe distanziato dal precipizio di 12 metri per soli pochi centimetri. Una volta li, io tremante di paura per lei e per me stesso, la vidi aprire le labbra in uno splendido sorriso e poi respirare più volte a pieni polmoni ed in fine dire : “Qui è bellissimo. Sento il vuoto e l’immenso davanti a me!”.
Esperienze forti e ricordi indelebili che fanno parte di un bagaglio che una guida locale si porta felicemente appresso.

Un esempio comunque di esperienze che, come ho dimostrato, possono essere non solo gustative o rivolte al basso ventre, ma esperienze sensoriali che inducono a coinvolgere il turista anche su un piano sentimentale, mnemonico, sensuale, spirituale certamente più elevato, ugualmente efficace rispetto al cibo ed assolutamente attrattivo dal punto di vista del nudo e crudo marketing.
Che brutto finire un articolo con questa parola così gelida tanto da avere al centro la lettera K!
No, meglio finire l’articolo così: Viaggiate con i sensi e sopratutto con il cuore !

Gabriele Calabrese

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