Turislucca

Il “Cavalier Borghese” torna a Palazzo Pretorio ma nessuno a Lucca,come ai suoi tempi, gli fa gli onori del caso.

E già, povero Paolo Guidotti ! E’ proprio il caso di dirlo: nemo profeta in patria. Eppure fosti grande ai tuoi tempi. Un pittore tanto apprezzato a quella corte romana fatta di cardinali, alti prelati della curia, nobili di alto linaggio, che il cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, ti fregiò del titolo di cavaliere Borghese. Mica roba da poco ! Erano i tempi in cui Caravaggio dava il meglio di se nella città eterna, e questo la dice lunga sui competitori e i punti di riferimento con i quali avevi a che fare.

E a Lucca ? A Lucca ti capivano poco e ancor meno apprezzavano la tua opera. Basta vedere come li ripagasti dipingendo per il palazzo pubblico dove risiedevano i senatori anziani della Repubblica, uno dei quadri più irriverenti di cui abbia memoria. Lucca assisa in trono circondata dai personaggi e dai simboili ormai codificati della piccola Repubblica Toscana. In realtà in quel quadro raffigurasti una pletora di personaggi lividi e pieni di cupidigia, avvinghiati ai simboli del loro potere.

Oggi, dopo molti secoli da quel lontano 1613, altri amministratori locali hanno scoperto l’affresco che dipingesti sotto la loggia del Palazzo Pretorio, il palazzo della giustizia locale. Il tempo e l’incuria di avventati restauratori hanno lasciato quasi l’ombra di quello che doveva essere la nitida rappresentazione della Lucca gloriosa e giusta. A stento si scorgono i protagonisti: San Pietro, San Paolino, Lucca donna bella giovane e prosperosa ed ai piedi un angelo musicante con un liuto, quasi a voler ricordare che il palazzo pretorio da 13 anni ospitava sin dal 1600, fra un giudizio e l’altro, una pena e una assoluzione, il primo spazio scenico e musicale al coperto di una Lucca ancora priva di teatro.

Forse che “la musica” dopo così tanto tempo non sia cambiata ? Questa mattina sotto la loggia in piazza san Michele davanti al tuo affresco erano solamente in cinque o forse sei (più due fotografi) all’innaugirazione del restauro avvenuto. Peccato. Qualche lucchese in più se lo avesse saputo per tempo, sarebbe venuto certamente.

Comunque io c’ero e ho potuto scattare due o tre foto del rito.

Caro cavaliere, me ne dolgo assai, ma non disperi. Vedrà che qualche guida turistica da domani, io certamente fra quelle, non mancherà di ricordarla celebrandola degnamente. E che vuole di più !? A questo servono le vestigia del passato messe in pubblico… a ricordare, a ricordare tutto a tutti e noi la ricorderemo.

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