Turislucca

Il “Cavalier Borghese” torna a Palazzo Pretorio ma nessuno a Lucca,come ai suoi tempi, gli fa gli onori del caso.

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E già, povero Paolo Guidotti ! E’ proprio il caso di dirlo: nemo profeta in patria. Eppure fosti grande ai tuoi tempi. Un pittore tanto apprezzato a quella corte romana fatta di cardinali, alti prelati della curia, nobili di alto linaggio, che il cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, ti fregiò del titolo di cavaliere Borghese. Mica roba da poco ! Erano i tempi in cui Caravaggio dava il meglio di se nella città eterna, e questo la dice lunga sui competitori e i punti di riferimento con i quali avevi a che fare. E a Lucca ? A Lucca ti capivano poco e ancor meno apprezzavano la tua opera. Basta vedere come li ripagasti dipingendo per il palazzo pubblico dove risiedevano i senatori anziani della Repubblica, uno dei quadri più irriverenti di cui abbia memoria. Lucca assisa...

La pizza e Lucca

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Lucca vista dall’alto sembra una pizza. I bastioni delle mura sono il bordo dell’impasto, i tetti degli edifici con le tegole in terracotta sono il pomodoro, il bianco della mozzarella i marmi delle chiese più antiche e l’origano i capperi e le  acciughe i giardini  pubblici e privati sparsi per la città.  Ci vuole più che un pizzico di fantasia, lo ammetto. Anzi certamente qualcuno storgerà il naso o la bocca. Però’con un pò di fantasia, volendo, più o meno ci siamo. Eppure tutte le volte che un turista straniero, per lo più anglofono, mi chiede con un sorriso di consigliargli dove si mangia la migliore pizza a Lucca, il mio imbarazzo e’ sempre evidente.  Difficile rispondere. La vera pizza e solo quella Napoletana o più in generale meridionale e attualemente non tutti la gradiscono. Come molti della mia...

Lucca d’inverno. Itinerari turistici in Toscana

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Come si fa a descrivere il ricordo di cinquanta inverni a Lucca? Ovviamente non si può fare ne si puo dire. Aggiungo poi che non vorrei ancora far parte ostinatamente e completamente del famoso club di quelli che diconono: “Be’ mì tempi” . Certo il clima è cambiato, le stagioni non sono più quelle di una volta, i pomodori non son più dolci come quelli al tempo di mio padre e in fin dei conti non è più come quando c’era “Lui”. In compenso i governi sono sempre “ladri” ed un “Lui”, in qualche modo, ce lo abbiamo ancora e non se ne vuole andare fuori dagli “zibidei” (tanto per usare una metafora forbita e digeribile da un pubblico ampio). Quindi, morale della favola, descriverò Lucca seguendo gli scatti fotografici che ho fatto in digitale da qualche anno sino...

Lucca turismo: Le note ritrovate

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Che la storia, la cultura e le tradizioni di una città spesso siano nascoste da cumuli di terra o all’interno di documenti polverosi è noto a tutti. Così come è noto che le mode decorative più recenti coprano i muri più antichi con strati di calce fresca. In Italia non fa notizia quando, a causa di un rifacimento o addirittura, come purtroppo di ricente è avvenuto in Abruzzo, a causa di un crollo sismico, vengano ritrovati antichi e pregevoli affreschi. A Lucca ad esempio, nella chiesa di San Frediano, non più di un anno fa, a seguito del restauro degli stalli lignei  del coro absidale della chiesa, è stato rinvenuto gran parte di un importante affresco rinascimentale dei primi del XVI secolo recentemente attribuito a Michelangelo di Pietro Membrini. Questo bravissimo artista lucchese che ha gravitato nella scia di artisti del calibro di Ghirlandaio, Filippino Lippi e Civitali, ha qui affrescato con mirabile sapienza di pacati toni di...

I pozzi di Lucca

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“Secondo un antica tradizione, in tempi molto antichi, Lucca era rifornita di acqua mediante un acquedotto forse sotterraneo che, partendo dalle vicinanze di Moriano, faceva capo a numerose fontane, di alcune delle quali si conoscono ancora i luoghi (vi è da aggiungere però che doveva esistere ancora il tracciato dell’antico acquedotto romano che secondo il Silva giungeva nei pressi della attuale chiesa di San Frediano n.d.r.).  Prima della fine del medioevo, però, questo acquedotto si guastò e fu pertanto necessario ricorrere a pozzi, che vennero per lo più scavati sotto le cucine degli edifici per poter attingere acqua direttamente dalle finestre mediante carrucole. In molte corti si vedono ancora, murati all’altezza  delle finestre e sormontate dall’arpione che sorreggeva la carrucola, bacili di pietra che servivano ad appoggiare le secchie ed eventualmente per riempire un piccolo serbatoio collocato sopra l’acquaio.” (...