Turislucca

Scavi in piazza San Giusto a Lucca

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Avevo ragione a proposito degli scavi archeologici in piazza San Giusto.Sotto terra hanno trovato le fondamenta di un edificio con conci di pietra piuttosto grandi. Ora, che siano le fondamenta dell’edificio longobardo, effettivamente è azzardato dirlo, ma se gli scavi andranno avanti credo avremo ulteriori sorprese.Come si vede nella foto, la presenza di Ciampoltrini (responsabile della soprintendenza archeologica per la provincia di Lucca) e Isabella Abela, responsabile degli scavi, dimostra l’interesse per i ritrovamenti. L’esperienza non è acqua!Aggiungo queste poche righe, il giorno successivo alle precedenti.Parlando con Abela, mi ha detto che secondo lei si tratta di un edificio importante medioevale fondato su edifici longobardi posto nell’intersezione fra il cardo e una strada minore parallela al decumano. Effettivamente dalla trincea di scavo dove si trovavano le archeologhe, si percepivano visivamente con chiarezza gli assi che delimitavano l’insula sopra l’attuale...

Un angolo goloso a Pisa

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Non mi sbilancio mai quando devo parlare di ristoranti rischiando di fare una sleale pubblicità danneggiando la concorrenza, ma in questo caso faccio una eccezione perchè il locale che vado a descrivere non ha fortunatamente bisogno di pubblicità.La pizzeria, ora anche trattoria, “il Montino”.Ne parlo volentieri perchè, solo a pronunciare il suo nome, mi vengono alla mente cari ricordi della mia gioventù universitaria. Si trova fra Piazza dei Cavalieri e borgo stretto, ai limiti del mercato vecchio dietro una antica chiesa romanica fatta a loggia con capitelli di età severiana, ora tramutata in banca. E’ un luogo storico. Il suo nome deriva dal fatto di trovarsi proprio in un punto lievemente sopraelevato in una città piatta che si trova sul livello del mare: il montino appunto. Si mangia al taglio una ottima pizza ed una buona cecina (come la...

Chi voleva far cadere la torre di Pisa ?

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Evviva la torre di Pisa che pende, che pende e che non casca giù. Forse qualcuno si ricorda il famoso ed antico motivetto che ricordava l’incredibile pendenza della torre senza che questa cadesse mai. Chi mai, d’altro canto si è augurato che la famosa torre cadesse (livornesi e lucchesi esclusi si intende)? Ma i fiorentini, che diamine !Come faccio ad affermarlo ? Ho le prove visive e ve le mostro!Qualcuno senza dubbio ricorderà il famoso pittore, Benozzo Gozzoli, che in pieno rinascimento 1459 affrescò la cappella detta dei Magi, nel palazzo Medici Riccardi a Firenze. Grazie allo strepitoso successo di quell’esperienza e grazie alla sua crescente fama, il maestro fiorentino dopo alcuni anni si trasferisce a Pisa.Qui per ben sedici anni lavorerà agli affreschi del Camposanto.Avrebbe dovuto esser grato a Pisa di tanto onore e di tale remunerativa commissione.Eppure...

Maria ha una amica!

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Vi ricordate il mio articolino su Maria, la zingara rumena di fronte alla cattedrale di Lucca ? Oggi ho scoperto che ha una giovane amica, una bambina.Questa bella bambina è la figlia del nostro simpatico amico argentino che vende le cartoline con il suo carrettino “ciclato” (forza motrice una solida bicicletta)proprio di fronte alla chiesa. Non sono carini? E’ così che si fa amicizia !G.

Un "David" medioevale a Pisa

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Esiste nell’imaginario del turista medio, sopratutto americano, un solo David: The David. Inutile quasi dire quale, e quindi non lo dico. Tuttavia sappiamo bene quale sia la realtà storico artistica. E’ compito di noi guide turistiche, oggi, mostrare al turista quale processo filologico e quali tappe, hanno portato Michelangelo e compagni alla riscoperta della classicità e della monumentalità.Pisa, senza alcun dubbio, segna una di queste tappe grazie al fenomeno medioevale chiamato Nicola Pisano o meglio Nicola de Apulia, viste le sue origini. Non è questa la sede dove si debba riscrivere un saggio su questi pilastri della storia dell’arte, ma bensì, vale forse la pena ricordare ancora una volta, anche visivamente, alcuni punti fermi percedenti al colosso fiorentino.A Pisa dal XII secolo la classicità è di casa. La fabbica della cattedrale, paragonabile ad un nuovo “colosseo” espressione della cristianità,...

Musica sotto la torre pendente

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C’e poco da commentare a questa foto, o forse molto se riflettiamo sul tipo di educazione musicale che viene dato nelle nostre scuole italiane. Questi bambini sono scandinavi e la maggioranza di loro non supera i dieci anni. Hanno eseguito quattro o cinque semplici pezzi musicali con i loro violini quasi in miniatura. Ho fatto anche un piccolo video che non gli rende onore a sufficenza. Le altre esecuzoni erano migliori. Erano bravi e belli. Vi potete immaginare la gente con una macchina fotografica nella piazza (tutti !) di fronte alla torre pendente come si è scatenata a scattare foto. E’ una curiosità, ma a Pisa a volte se ne vedono di tutti i colori. La torre fa notizia. G.

I maestri comacini ? Che facce simpatiche!

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Ricordo quando ero studente all’università di Pisa le affascinanti lezioni di alcuni fra i miei professori riguardo all’architettura medioevale romanica in toscana ed in particolare sull’operato dei maestri Comacini nella Toscana nord-occidentale. Quante ore passate sui libri a studiare decorazioni floreali, colonne tortili, bestiari fantastici! Belle ore a ripensarci col senno di poi. Tutto questo patrimonio culturale per me è stato fonte di riflessione, e in questi anni di attività come guida turistica, anche di ulteriore ricerca. Fin dal liceo però, ricordando coloro che in tempi così remoti ci hanno preceduto lasciando tali capolavori, ho sempre fantasticato chiedendomi: ma che facce avevano queste persone ? Chi erano Guidetto da Como e compagni ? Spesso tali domande non hanno risposta, e tutto finisce li. Credo però di aver trovato un filo tenue che annodato ad un altro, ed ad un’altro...

Alle porte delle chiese, negli angoli delle strade. Chi sono..?

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Chilometri e chilometri passeggiati per strade e piazze della mia città. Porte varcate innumerevoli volte: case, musei, negozi, chiese. Angoli, incroci, logge cortili. Innumerevoli volte vediamo le stesse pietre, spesso le commentiamo ai nostri clienti, spesso le esaltiamo anche con enfasi. Conosciamo molto noi guide turistiche delle nostre città e vogliamo conoscere sempre di più. Storia, persone e fatti del passato e a volte fatti contemporanei. Una sera però, poco prima di varcare la soglia della cattedrale, la luce calda e dorata del sole al tramonto, ha incorniciato la figura rattrappita in un angolo di una donna. L’ avevo vista chiedere l’elemosina di fronte a quel portone molte altre volte, forse per anni, ma come sempre mi era capitato, ero passato oltre. Ora la vedevo sotto quel raggio di sole e mi sembrava un viso antico, una donna di...

Angoli di Firenze

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Oggi guida turistica a Firenze. Ne faccio poche nella “grande mela toscana”; solo quando mi conviene. Firenze, da due metri in su, è sempre Firenze ! Il problema ovviamente è dai due metri in giù, cioè non essere calpestati o travolti dalla folla mentre si sta cercando di ammirare un capolavoro assoluto. Basta però svicolare in qualche stradina laterale, o se si ha tempo andare nell’oltrarno e tutto si ricompone e si umanizza. Tuttavia ho notato che nessuno si sofferma a mostrare particolari interessanti che stanno sotto gli occhi di migliaia di turisti, che ignari di ciò passano oltre e sciamano verso altri monumenti. Valga per tutti come esempio il cosidetto ritratto fatto da Michelangelo sull’angolo di Palazzo Vecchio verso via della Ninna, a due passi dal David. E’ probabilmente una leggenda metropolitana che presenta molte varianti, ma forse...

….e le riprese continuano a ritmo frenetico.

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E’ proprio vero che paese che vai…regista che trovi ! Questo giornalista e regista serbo ha un modo di lavorare frenetico. La frenesia di filmare tutto, senza sosta e senza un filo storico e culturale che descriva ciò che riprende, mi ricorda i programmi di qualche tempo fa molto populistici di Osvaldo Bevilacqua, l’omino con i capelli rossi. Una scarrellata di immagini farcite di folklore, stereotipi consolidati nell’immaginario colletivo del territorio che si descrive e poca fantasia. Il paessaggio toscano e gli agriturismi sono il suo tormentone; arte zero, cibo tanto. Capisco dall’altro lato che un turismo forse emergente come quello serbo, abbia bisogno di certezze e stereotipi. Forse però, ciò è dovuto anche alla poca conoscenza della Toscana del giornalista che peraltro non fa che ripetermi che è laureato a Milano a Brera in arte (io credo sopratutto...