Turislucca

Scavi in piazza San Giusto a Lucca

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Avevo ragione a proposito degli scavi archeologici in piazza San Giusto.Sotto terra hanno trovato le fondamenta di un edificio con conci di pietra piuttosto grandi. Ora, che siano le fondamenta dell’edificio longobardo, effettivamente è azzardato dirlo, ma se gli scavi andranno avanti credo avremo ulteriori sorprese.Come si vede nella foto, la presenza di Ciampoltrini (responsabile della soprintendenza archeologica per la provincia di Lucca) e Isabella Abela, responsabile degli scavi, dimostra l’interesse per i ritrovamenti. L’esperienza non è acqua!Aggiungo queste poche righe, il giorno successivo alle precedenti.Parlando con Abela, mi ha detto che secondo lei si tratta di un edificio importante medioevale fondato su edifici longobardi posto nell’intersezione fra il cardo e una strada minore parallela al decumano. Effettivamente dalla trincea di scavo dove si trovavano le archeologhe, si percepivano visivamente con chiarezza gli assi che delimitavano l’insula sopra l’attuale...

La "curtis regia" longobarda a Lucca ? Forse l’abbiamo trovata !

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Da un argomento leggero (ricetta) ad uno più serio(storia e archeologia).Lo so che una foto con quattro pietre squadrate una su l’altra dicono poco e sono bruttine anche da vedere; ma se il luogo è piazza S. Giusto a Lucca la cosa cambia. E si, perchè proprio a due passi dal palazzo Gigli, sede della Cassa di Risparmio di Lucca, e l’omonima chiesa, nella sostituzione dell’ennesimo tubo rotto, sono emerse le pietre in questione. Qui sorgeva, secondo gli storici, l’antica curtis regia longobarda, sede anche della zecca che coniò il famoso tremisse d’oro, moneta lucchese. Si capisce quindi che ogni sassolino o coccio che emerge dal fango potrebbe datare questi pietroni.Intervistata dal sottoscritto, l’archeologa di turno ( che ormai è quasi un amica visto che tutte le volte che ci incontriamo in situazioni simili le rompo le scatole con...

La polenta e ossi di Michelangelo

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La polenta di Michelangelo ? Quale polenta ? Si chiederanno i più. La polenta di mais, quella bella fumante, che tutti gli abitanti del centro nord Italia apprezzano e che qui dalle nostre parti in Toscana, chiamano matuffi; bene quella, ai tempi di Michelangelo, non c’era. I nostri amici toscani Amerigo e da Verrazzano non l’avevano ancora portata dalle americhe. Allora di quale polenta si tratta? Ma quella di farina di castagne, che diamine! Quella si che la mangiavano tutti. Specialmente i poveri delle montagne della Garfagnana e dell’alta Versilia. Territori di confine, territori selvaggi e montuosi, dove nessuno stava a guardare se il castagno due metri più in là o due metri più in quà era fiorentino o se il cinghiale che grufolava nelle selve veniva dalla parte estense o dei Malaspina.E Michelangelo? Cosa volete che mangiasse sulle...

Un "David" medioevale a Pisa

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Esiste nell’imaginario del turista medio, sopratutto americano, un solo David: The David. Inutile quasi dire quale, e quindi non lo dico. Tuttavia sappiamo bene quale sia la realtà storico artistica. E’ compito di noi guide turistiche, oggi, mostrare al turista quale processo filologico e quali tappe, hanno portato Michelangelo e compagni alla riscoperta della classicità e della monumentalità.Pisa, senza alcun dubbio, segna una di queste tappe grazie al fenomeno medioevale chiamato Nicola Pisano o meglio Nicola de Apulia, viste le sue origini. Non è questa la sede dove si debba riscrivere un saggio su questi pilastri della storia dell’arte, ma bensì, vale forse la pena ricordare ancora una volta, anche visivamente, alcuni punti fermi percedenti al colosso fiorentino.A Pisa dal XII secolo la classicità è di casa. La fabbica della cattedrale, paragonabile ad un nuovo “colosseo” espressione della cristianità,...

Mattinata pisana

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Una bella giornata di sole primaverile. Parcheggio la mia auto nell’ampio piazzale dove decine di bus turistici sono obbligati a fermarsi per vomitare fuori turisti di ogni razza e idioma. Siamo a Pisa, o meglio nel parcheggio scambiatore alla periferia nord di Pisa. Il cupolone del battistero e la torre pendente emergono dai casermoni a poco meno di un chilometro. Devo dire che sono ben disposto a dispensare sapienza di guida turistica ad uno dei numerosi gruppi di studenti che vengono ad ammirare una delle più incredibili piazze del mondo ( ma in fondo, come tutti, hanno in mente solo una torre mal costruita ). I simpatici addetti alla riscossione della “gabella comunale ” per l’accesso dei bus turistici (il termine moderno è check point euro 60) sorridono e si muovono scattanti verso i bus multicolori che arrivano uno...