Turislucca

“Se non e’ zuppa e’ panbagnato”: itinerario del gusto in Toscana

Siamo agli ultimi giorni di gennaio. Freddo intenso. I termosifoni sono accesi a palla ed il computer diventa un alternativa alle corte giornate fredde e uggiose. Tutto OK? Ovviamente no; deve accadere l’imprevisto. Ed infatti accade: mi si rompe la caldaia vecchia di almeno vent’anni facendo piombare l’intero appartamento a temperature polari. Come se non bastasse mi lascia a piedi anche la mia macchina fotografica che mi aiutava a completare questi miei improvvisati discorsi turistici. Le macchine si sono coalizzate per essermi avverse nel peggior momento. E allora? Allora cibi caldi a rinfrancare l’incipiente depressione.  Ieri sera, come in una di quelle malinconiche, ma ben descritte, atmosfere Dickensiane, tutta la famiglia si è raccolta in cucina attorno alla tavola sperando in un pasto caldo. Cosa mettere nei loro piatti? Il forno doveva funzionare altrimenti l’assideramento era garantito. Ed un misto di verdure hanno preso la via del forno condite dall’ottimo olio di Arsina prodotto da mio cugino. E poi? E’ a quel punto che mi è venuto in mente, a proposito di unità delle regioni d’Italia, un detto popolare: “Se non è zuppa è pan bagnato”. Un flash e ho rivisto come in un film la mia nonna che preparava uno dei piatti più poveri, semplici e gustosi dell’intera, Toscana compresa Firenze. Il pancotto o pappa al pomodoro come dir si voglia.

Ecco qua la velocissima preparazione (chiamarla ricetta onestamente è troppo per un piatto così semplice!) .

Ingredienti per quattro persone:

  • 400 g.  di pane raffermo toscano.
  • 5/6 cucchiai di olio extravergine di Arsina (in mancanza di quello va bene anche un ottimo olio della provincia di Lucca ).
  • 6 cucchiai di passato di pomodoro o di pomodoro maturissimo fresco nel periodo estivo quando il pancotto si può servire freddo (mia nonna novantanovenne, per la cronaca, non ci mette il pomodoro e la mangia in bianco).
  • 6 bicchieri circa d’acqua o di brodo vegetale (rigorosamente non di dado !!!)
  • Uno o due  grossi spicchi d’aglio.
  • 6 foglie di basilico fresco.
  • Sale q.b. e pepe in grani macinato fresco.
  • Parmigiano grattugiato se lo si desidera.

Preparazione

Mettere l’olio in un tegame capiente per la zuppa, meglio se di coccio e far rosolare solo un poco l’aglio senza lasciarlo imbiondire. Aggiungere la passata di pomodoro facendola cuocere per 4/5 minuti. Mettere nella pentola il pane toscano raffermo a pezzetti della dimensione di una grossa noce, e cominciare ad amalgamarli con il sugo con un mestolo di legno. Coprire il tutto con l’acqua o il brodo, aggiungendolo di tanto in tanto in modo tale che mescolando si crei la pappa. Aggiungere le foglie di basilico. Cottura ad occhio e a gusto, non più di 10/15 minuti a seconda di quanto liquido avete aggiunto. Servire caldo nei piatti o in scodelle di coccio aggiungendo una macinata di pepe e per chi lo desidera (io no, solo nella versione estiva) un grattugiata di formaggio parmigiano.

Il conforto in temini gustativi e termici è stato notevole. A questo punto mi auguro che  lo sia, certamente in circostanze migliori delle mie, anche per voi.

Gabriele Calabrese

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