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Santa Zita:tradizione, storia e scienza

La tradizione di Santa Zita, come gridano le venditrici dalle bancarelle lungo le strade, si perpetua da secoli a Lucca con un fiore di stagione dai petali bianchi che emana un delicata fragranza: la giunchiglia. Ogni 25/27 aprile si celebra la festa in onore di questa servetta lucchese del XIII secolo.  Secondo una antica leggenda fra i vari miracoli che le vengono attribuiti, il più celebre fu quello che la salvò dall’ira del suo tirchio padrone spietato nei confronti dei mendicanti, tramutando il pane che voleva donare ai poveri, in fiori belli e profumati. E’ proprio grazie a questo miracolo che la si festeggia ogni anno, per la gioia di grandi e piccini, con il colorattissimo mercato di fiori che viene allestito in piazza dell’anfiteatro nel centro della città. Chi volesse omaggiarla di persona, può farlo entrando nella chiesa di san Frediano. La straordinaria chiesa romanica accoglie ed espone il suo corpo naturalmente mummificcato alla devozione dei fedeli sin dalla sua morte  avvenuta nel 1278. Proprio quest’ultima singolare circostanza ha dato la possibilità ai ricercatori antropologi dell’università di Pisa di studiare scientificamente le sue spoglie. Ciò ha consentito di comprendere lo stile di vita, la tipologia e alcuni fatti storici dei lucchesi di quell’epoca. Risulta infatti interessante leggere il rapporto scientifico dell’università pisana riguardo alle ricerche su Zita (la vergine e pura). Può anche risultare una interessante curiosità andare a scoprire in quanti luoghi italiani la sua devozione abbia attecchito generando straordinari edifici di culto e bellezza artistica. Fra tutti voglio citare in sicilia la palermitana chiesa barocca di Santa Cita (o Zita). Esaltazione del barocco meridionale, gli amanti delgli stucchi e della scultura qui troverano l’opera e la maestria del grande scultore siciliano Serpotta.

Gabriele Calabrese

2 commenti a “Santa Zita:tradizione, storia e scienza

  1. Esiste una contesa sul luogo di nascita di Santa Zita tra Monsagrati ( frazione di Pescaglia) e Succisa ( borgo della Lunigiana). La tradizione lucchese vuole che Santa Zita sia nata a Monsagrati da padre succisano e madre di quel luogo e poi andata a Lucca a 12 anni a servizio della famiglia Fatinelli. La tradizione di Succisa vuole invece che la Santa sia natà lì da genitori entrambi del posto (Giovanni Bernabovi e Buonissima), emigrata a Monsagrati a 6 anni e da lì a Lucca a servizio appunto dei Fatinelli. A Succisa si trova la Cappella di Santa Zita, edificata nel 1883 sulla casa paterna. Al suo interno vi è una ricerca documentale( curata dal professor Gino Monacchia), che avvalora la tesi di nascita a Succisa sulla base di documenti, tradizioni consolidate e studi di illustri storici. Dai 12 anni in poi l’agiografia lucchese e quella succisana coincidono.

  2. Grazie, grazie, grazie. E poi qualcuno dice che la rete non funziona per lo scambio di informazioni culturali ! Informazione preziosa e a me sconosciuta. Pensa che ogni volta che parliamo di Santa Zita ai turisti (anche ai lucchesi) molti di noi non sanno nemmeno dove si trova Succisa ! Poniamo subito rimedio. Grazie ancora. Gabriele

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