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	<description>Associazione guide turistiche per Lucca e Toscana</description>
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		<title>Itinerari in Toscana: &#8220;Mito e bellezza&#8221; a Lucca</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-866" title="P1030602" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2010/01/P1030602-300x225.jpg" alt="P1030602" width="300" height="225" />L&#8217;invito a visitare una mostra, di qualsiasi genere essa sia, di solito presuppone che si debba a priori fare una selezione di chi è interessato ad un determinato tema che la riguarda e tutti gli altri che non lo sono. Nel caso della mostra&#8221; mito e bellezza&#8221;, che si tiene nella bellissima cornice del palazzo ducale di Lucca, la cosidetta &#8220;forbice&#8221; dei posssibili visitatori si allarga a dismisura. E&#8217; una mostra per tutti. Per adulti e piccini; per storici amanti dell &#8216;epopea napoleonica e per donne in cerca di fascino nel glamour degli splendidi e colorati  carrè vintage in esposizione.</p>
<p>Cosa c&#8217;entrano i foulard vintage e Napoleone ? C&#8217;entrano eccome ! Il mito di Napoleone è stato genialmente fatto rivivere alcuni secoli dopo, grazie ad un francese di successo, Emile Mourice Hermes, in grado di combinare gli oggetti di culto napoleonico quali armi, divise, cavalli, e supellettili esposte nei musei francesi con la civetteria e la moda femminile. Difficile mix perfettamente riuscito. E&#8217; proprio in questa mostra che ho visitato e poi esposto da guida turistica ai miei clienti, che si può con leggerezza apprezzare alcuni elementi della storia napoleonica e più in generale francese. I foulard (più di 50) esposti nella mostra, sono sapientemente messi in corrispondenza con gli oggetti reali che li hanno ispirati. Anche un bambino quindi in questa mostra può divertirsi a ricercare e mettere insieme con semplice filologia didattica tutti gli elementi storici che compongono i carrè.<img class="alignleft size-medium wp-image-867" title="P1030599" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2010/01/P1030599-300x225.jpg" alt="P1030599" width="300" height="225" /></p>
<p>Una occasione quindi da non perdere, soprattutto se ci si fa guidare nel percorso espositivo da una guida &#8220;vintage&#8221; Turislucca  delle nostre.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Mito e Bellezza</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Lucca napoleonica e i cambiamenti di una piccola città stato nell&#8217;ottocento
Itinerario guidato alla città ottocentesca.
&#8220;L&#8217;antica piccola Repubblica di Lucca, con l&#8217;arrivo della dominazione francese ed in particolare della principessa Elisa sorella del più famoso Napoleone Buonaparte,  perderà la sua secolare e proverbiale indipendenza. Tuttavia questo vento impetuoso rivoluzionario, segnerà in modo indelebile la storia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.turislucca.com/2009/12/mito-e-bellezza"><img class="alignnone size-medium wp-image-852" title="Mito e Bellezza" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/ilmito-300x150.jpg" alt="Mito e Bellezza" width="300" height="150" /></a></p>
<h4>Lucca napoleonica e i cambiamenti di una piccola città stato nell&#8217;ottocento</h4>
<p>Itinerario guidato alla città ottocentesca.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;antica piccola Repubblica di Lucca, con l&#8217;arrivo della dominazione francese ed in particolare della principessa Elisa sorella del più famoso Napoleone Buonaparte,  perderà la sua secolare e proverbiale indipendenza. Tuttavia questo vento impetuoso rivoluzionario, segnerà in modo indelebile la storia, la fortuna economica e le caratteristiche urbanistico architettoniche di questa città toscana.&#8221;</em></p>
<p><span id="more-851"></span></p>
<p>Il tour guidato, che include o si affianca alla visita della mostra “<a href="http://www.mitoebellezza.it/home.html">Mito e Bellezza</a>” in Palazzo Ducale (dal 6 dicembre 2009 al 7 marzo 2010), metterà in luce i mutamenti significativi e le successive trasformazioni della città, derivanti direttamente o indirettamente dal principato di Elisa.</p>
<p>Una particolare attenzione sarà posta alla tradizione della seta lucchese.</p>
<p>Il tour, della durata massima di tre ore, prevede la visita alla mostra e alla città con  suoi principali monumenti ed in particolare:</p>
<p>* Visita alla mostra (ingresso gratuito)<br />
* La trasformazione della fortificazione delle mura rinascimentali cittadine in parco o “boulevard pour la promenade”.<br />
* Trasformazione urbanistica della città: gli edifici pubblici, i teatri, le scuole, le piazze.<br />
* La manifattura della seta e i suoi documenti . Possibilità per i gruppi su prenotazione di visita esclusiva gratuita al prestigioso Archivio di Stato di Lucca (lu/mar 8.30-12.30  14.30-16.30; mer/gio/ven  8.30-12.30)</p>
<p>Se il gruppo lo desidera, il tour potrà essere esteso ed integrato con la visita, nella seconda parte della giornata, del Museo Nazionale di palazzo Mansi dove sono conservati spelendidi esempi di vestiti realizzati con le sete lucchesi, gli antichi telai dei laboratori di seta, oltre che ad una raccolta di quadri del periodo in questione (biglietto euro 4,00. Gratuito per le persone oltre i 65 anni e per gli studenti. Chiuso domenica pomeriggio e lunedì mattina).</p>
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		<title>Ricettina natalizia al sapore versiliese</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 10:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra giusto dopo tanto parlare di arte, storia e tradizioni toscane, fare un regalino agli amanti della buona tavola e della Versilia in particolare. Vi propongo una ricettina al sapore di &#8220;sale, sapore di mare&#8221;, quel sapore che evoca quella lunga lingua di sabbia fra le Apuane ed il mare appunto che è la spiaggia versiliese. Niente di incredibile o complicato; un primo piatto di pasta (linguine per l&#8217;esattezza)  con sugo di polpa di cicale (dette anche canocchie). Premetto che non sono un cuoco professionista, ma diciamo così mi diletto saltuariamente nell&#8217;arte dei fornelli. L&#8217;amore per la buona tavola e il piacere di cucinare deriva dall&#8217;attenta osservazione delle ricette sapientemente eseguite da mia nonna Maria, pietrasantina D.O.C.G.  (97 anni ed ancora in grado di cucinare per il suo nipotino !).<img class="alignleft size-full wp-image-842" title="3063693848_f7501dd18a_m[1]" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/3063693848_f7501dd18a_m1.jpg" alt="3063693848_f7501dd18a_m[1]" width="240" height="180" /></p>
<p>La ricetta è semplice anche se un pò laboriosa nella pulitura delle cicale. Se non siete in grado di andare sul molo di Viareggio a comprare delle cicale vive, pazienza, non importa, vi dovrete accontentare di quelle che troverete nella vostra pescheria di fiducia (più fresche possibili, mi raccomando !) .</p>
<p> Ingredienti per quattro persone: 600/800 gr. di cicale, olio extra vergine di oliva, uno spicchio d&#8217;aglio di media grossezza, prezzemolo, una punta di peperoncino, un buon passato di pomodoro o dei buoni pelati (nella versione al pomodoro), sale quanto basta, carota, sedano e una cipolla per il fumetto di cicale. In una ampia pentola  fate bollire l&#8217;acqua leggermente salata  con il sedano , la cipolla e la carota. Aggiungete le cicale e dopo pochi minuti (8/10), quando vedrete che le cicale faranno una certa schiuma, spengete. Una volta tolte le cicale dal loro brodo di cottura, arriva la parte più noiosa: togliere la polpa dal loro guscio spinoso. Munirsi di una forbice e tranciare la &#8220;corazza&#8221; della cicala tagiandola sui  fianchi. Tolta in questo modo la polpa da tutte le cicale, conservarla a parte in un piatto. Fare un battuto con il prezzemolo e l&#8217;aglio. Metere sul fuoco un&#8217;ampia padella con circa 8 cucchiai di olio d&#8217;oliva (assolutamente di Lucca o di Camaiore). Appena l&#8217;olio si riscalda mettere il battuto con la punta del peperoncino e subito a seguire la polpa delle cicale a fuoco basso. Non fate scurire l&#8217;aglio, per questo glassate con un mestolo di brodo delle cicale (cinque minuti o forsemeno di cottura in tutto poichè la polpa delle cicale è già cotta). A questo punto il sugo è pronto se lo desiderate in bianco (io e ve lo raccomando). Se invece vi piace il pomodoro aggiungete un poco di salsa o i pelati schiacciati (non molto pomodore  per favore, sarebbe un crimine nei confronti del gusto delicato e gustoso delle cicale) e portatelo a cottura anchesso in pochi munuti. Cuocete le linguine e quando queste saranno ancora molto al dente scolatele con un mestolo della loro acqua di cottura nella padella con il sugo di cicale. Padellate a fuoco vivo fino a quando il tutto non sarà cremoso e  en amalgamato. Servite nel piatti e &#8230;buon Natale !</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Lucca,turismo e dintorni: La casa di Geppetto</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 12:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lucca non è solo una bella città d&#8217;arte. Per il turista che decide di fare base a Lucca, le opportunità di escursioni incantevoli ed interessanti, a piedi, in bici ed in auto,  nel raggio di pochi chilometri sono infinite. Avrò quindi molte occasioni per farmi leggere da questo blog per chi ne avrà il piacere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lucca non è solo una bella città d&#8217;arte. Per il turista che decide di fare base a Lucca, le opportunità di escursioni incantevoli ed interessanti, a piedi, in bici ed in auto,  nel raggio di pochi chilometri sono infinite.<img class="alignleft size-medium wp-image-830" title="veduta-collodi[1]" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/veduta-collodi1-300x225.jpg" alt="veduta-collodi[1]" width="300" height="225" /> Avrò quindi molte occasioni per farmi leggere da questo blog per chi ne avrà il piacere e la pazienza. Oggi ne descrivo una che ho fatto pochi giorni fa con la mia famigliola (babbo, mamma e figlia dodicenne), un pò come se fossi stato un turista a casa mia. Essendo giorno festivo e stranamente senza l&#8217;impegno di un tour guidato, io e la mia famiglia appunto, ci siamo lasciati prendere da una meritata pigrizia totale che ci ha spinto consapevolmente a raggiungere la fatidica ora del pranzo, le 13.00, senza che nessuno dei tre facesse il benchè minimo accenno di muoversi per preparare uno straccio di pasto che si potesse dire almeno commestibile. Cosa ci stanno a fare i ristoranti ? Sono lì proprio a risolvere casi di pigrizia festiva come la nostra! Poichè giusto, giusto, il giorno prima avevo espresso il desiderio e la curiosità di assaggiare le  prelibatezze dell&#8217; <a href="http:///www.eremodelgusto.com">&#8220;Eremo del gusto&#8221;</a>  decantate dalla proprietaria ed amica Michela in quel di Petrognano, la decisione è stata pronta ed univoca: andiamo! Non avevo esattamente l&#8217;idea precisa della sua ubicazione, pur conoscendo il posto. Petrogano si trova sul confine fra il territorio lucchese e quello pistoiese, in pratica fra Capannori e Collodi. In realtà non c&#8217;è un preciso confine paesaggistico e  se si dovessero ben guardare  i fatti e le emergenze storiche, Collodi è più lucchese che pistoiese. Tuttavia, al di là dei discorsi campanilistici, ora so perchè il ristorante vine definito l&#8217;eremo. Diciamo solamente che bisogna proprio avere la determinazione di voler raggiungere la meta. Il ristorante che si trova all&#8217;interno di una antica casa ha un ambiente accogliente e amichevole ed dispone di pochi coperti.  E&#8217; proprio in cima alla collina e da quell&#8217; eremo si può ammirare, grazie anche alla sua splendida terrazza, uno dei panorami più incantevoli della lucchesia. In più vi assicuro che dopo aver assaggiato i piatti della cucina, la determinzione a tornare è assicurata. Mangiare, bere, scherzare in allegria con i proprietari e poi&#8230;trovare una meta interessante a portata di mano. Perchè non Collodi ?</p>
<p>Pochi minuti in auto lungo il crinale panoramico che divide petrognano da Collodi ed appare maestosa in tutta la sua elegante imponenza barocca la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Garzoni">villa Garzoni</a>. Una Villa delle più importanti e complesse sotto il profilo architettonico fra le ville lucchesi. E si, perchè i Garzoni furono una delle famiglie più influenti ed abbienti dell&#8217; oligarchia mercantile al potere di quella che fu la Repubblica di  Lucca. La villa edificata in più tempi, vide fra gli altri l&#8217;intervento, nella sistemazione dei giardini ed in alcuni elementi decorativi, del poliedrico architetto lucchese <a href="http://www.fondoambiente.it/upload/oggetti/Storico%20Giardino%20Garzoni.pdf">Ottaviano Diodati </a>(noto in particolare per aver publicato la prima edizione italiana dell&#8217; enciclopedia).</p>
<p>La vista della villa dall&#8217;alto è spettacolare, ma ciò che la rende particolare è il piccolo ed antico paese di Collodi che si staglia alle spalle della collina in un lungo, stretto e  ripido perpendicolo di casette rinascimentali con i tetti in cotto, quasi si appoggiasse sulla possente mole della Villa che gli fa da Ingresso monumentale. Ho visitato molte volte i bei giardini della Villa con i miei gruppi di turisti. Devo però confessare che, sempre per pigrizia, non mi ero mai deciso di affrontare la ripida salita attraverso le antiche case del paese. Questa volta abbiamo preso, come si dice, il coraggio a quattro mani e ci siamo inerpicati per la stretta viuzza che passa fra le case . Che incredibile esperienza !<img class="alignleft size-full wp-image-833" title="4169286591_c9ac6bef9a_m[1]" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/4169286591_c9ac6bef9a_m11.jpg" alt="4169286591_c9ac6bef9a_m[1]" width="180" height="240" /> Nonostante il fiatone, man mano che si saliva, la bellezza dei semplici edifici in pietra, ben collegati gli uni agli altri anche grazie a minuscole piazzette, si univa al panorama alle nostre spalle che diveniva passo dopo passo sempre più ampio e bello. Giunti alla sommità abbiamo  trovato la chiesetta di San Bartoloemo e i ruderi della rocca medievale con la sua torre dirupata.</p>
<p>Alcune case erano in ristrutturazione e dai detriti degli scavi pavimentali emergevano antichi cocci rinascimentali in ceramica. Avessi avuto con me il mio metal detector! Pazienza, alla prossima occasione. Abbiamo contemplato per un po il paesaggio e le case del paese, ed ad un certo punto ci siamo ricordati che quello era il vero paese di Pinocchio ! I getili ed arzilli vecchietti che ci avevano salutato affacciandosi dagli usci delle loro case avrebbero potuto benissimo essere Geppetto o Mastro Ciliegia. Ma quale poteva essere la casa di Pinocchio ?<img class="alignleft size-full wp-image-832" title="4169286601_90b3882448_m[1]" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/4169286601_90b3882448_m1.jpg" alt="4169286601_90b3882448_m[1]" width="180" height="240" /> Ho chiesto a mia figlia e lei, senza ombra di dubbio, ha additato una casetta in pietra illuminata dal pallido tramonto invernale. E si,non c&#8217;è dubbio, quella è senz&#8217;altro la casa di Geppetto dove è &#8220;nato&#8221; il burattino più famoso del mondo: Pinocchio. L&#8217;abbiamo vista  descritta così tante volte da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Collodi">Carlo Lorenzini</a> nella sua celebre fiaba. Ed ora fate come noi. Venite a vederla !</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Lucca turismo: Le note ritrovate</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 11:04:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che la storia, la cultura e le tradizioni di una città spesso siano nascoste da cumuli di terra o all&#8217;interno di documenti polverosi è noto a tutti. Così come è noto che le mode decorative più recenti coprano i muri più antichi con strati di calce fresca. In Italia non fa notizia quando, a causa di un rifacimento o addirittura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-812" title="imagesCARSBP5L" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/imagesCARSBP5L.jpg" alt="imagesCARSBP5L" width="150" height="113" />Che la storia, la cultura e le tradizioni di una città spesso siano nascoste da cumuli di terra o all&#8217;interno di documenti polverosi è noto a tutti. Così come è noto che le mode decorative più recenti coprano i muri più antichi con strati di calce fresca. In Italia non fa notizia quando, a causa di un rifacimento o addirittura, come purtroppo di ricente è avvenuto in Abruzzo, a causa di un crollo sismico, vengano ritrovati antichi e pregevoli affreschi. A Lucca ad esempio, nella chiesa di San Frediano, non più di un anno fa, a seguito del restauro degli stalli lignei  del coro absidale della chiesa, è stato rinvenuto gran parte di un importante affresco rinascimentale dei primi del XVI secolo recentemente attribuito a <a href="http://sacrumluce.sns.it/mv/html/ART/AUT_99MG00004300000/intro.html">Michelangelo di Pietro Membrini</a>.<img class="alignleft size-medium wp-image-803" title="P1030075" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/P10300752-225x300.jpg" alt="P1030075" width="225" height="300" /> Questo bravissimo artista lucchese che ha gravitato nella scia di artisti del calibro di Ghirlandaio, Filippino Lippi e Civitali, ha qui affrescato con mirabile sapienza di pacati toni di colore pastello, con garbo ed elganza di composizione, un tempietto circondato da angeli con un prezioso porta ostia  in vetro trasparente a forma di ciborio.</p>
<p> Ma non è di questo ritrovamento che voglio oggi parlare. Lo farò forse in una prossima occasione. Voglio parlare invece di un ritrovamento, sempre avvenuto a Lucca, di qualcosa che normalmente può essere scoperto nelle pagine o sulle pergamene di un archivio, ma non sotto l&#8217;intonaco di un palazzo pubblico.</p>
<p>Sono ormai quasi dieci anni o forse più (invecchiando il tempo schizza via e  si dimenticano, aimè, sicuri punti di riferimento cronologici !) che il Palazzo Pretorio di Piazza San Michele, cambiando ragione d&#8217;uso e divenendo sede dell&#8217; ufficio del bacino del Serchio, sia  stato restaurato anche negli interni. Questo palazzo fu edificato secondo i più nel 1495 ed  è attribuito all&#8217;artista rinascimentale Matteo Civitali . Sin dall&#8217;inizio fu sede del podestà che aveva carica di giudice civile e criminale e dal 1530 della magistratura cittadina detta Rota, a causa dell&#8217;avvicendarsi di tre magistrati che si alternavano nei vari giudizi. Pochi sanno invece che lo stesso palazzo  dal XVI secolo svolse un&#8217;altra attività parallela ben più piacevole se comparata a quella dei giudizi penali.<img class="alignleft size-medium wp-image-805" title="25112009(004)" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/251120090041-300x225.jpg" alt="25112009(004)" width="300" height="225" /> Il palazzo fu infatti la prima sede di spettacoli e musica della città quando questa non era ancora dotata di un apposito teatro per le  rappresentazioni sia musicali che di recitazione. I documenti a riguardo sono molteplici, ma se qualcuno volesse approfondire la cosa, basterebbe leggere la storia teatrale redatta da Almachilde Pellegrini in atti dell&#8217; Accademia lucchese di scienze lettere ed arti.  E&#8217; divertente leggere di come i magistrati si lamentassero più di una volta con i senatori della repubblica lucchese, della molestia prodotta dai canti, gli applausi e gli schiamazzi che di frequente si udivano nelle stanze vicine a quelle delle cause penali e civili. La professoressa e musicologa Gabriella Biagi Ravenni, ultimati i restauri, venne a sapere del ritrovamento sotto l&#8217;intonaco di uno strano disegno ad affresco e gentilmente me ne dette notizia.<img class="alignleft size-medium wp-image-801" title="25112009(002)" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/251120090021-300x225.jpg" alt="25112009(002)" width="300" height="225" /> Nel corridoio contiguo ad una stanza era stato ritrovato il disegno indelebile di un lungo pentagramma  sopra il quale si distinguevano le note antiche di un canto con le parole di un &#8220;maggio&#8221;. Il <a href="http://www.centrotradizionipopolari.it/index.php?id=14&amp;lang=it">&#8220;maggio&#8221;</a> era ed è un canto popolare che dà il benvenuto all&#8217;arrivo della primavera e dei suoi frutti. A causa dei lavori il palazzo era di facile accesso e quindi andai e lo vidi. Pochi giorni fa, memore di quella visita, ho avuto l&#8217;opportunità di tornare a vederli, e devo dire che con il senno del poi e coadiuvato dalla tecnologia contemporanea ho trovato di più e posso finalmente documentarlo (scusate la qualità delle foto fatte con il  cellulare). Non solo le note  con il pentagramma ma anche, il disegno di un castello e di mura (Forse Lucca ed il ricordo del castello dell&#8217;augusta con l&#8217;aquila imperiale?)<img class="alignleft size-medium wp-image-797" title="25112009(003)" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/12/25112009003-300x225.jpg" alt="25112009(003)" width="300" height="225" /> ed  un affresco variopinto con le insegne della repubblica e quella araldica rappresentante un unicorno forse di un magistrato in carica. Peccato che le stanze non siano aperte alle visite pubbliche. Mi ripropongo comunque di organizzare nel prosimo futuro una apposita visita guidata. Qualcuno è interessato a seguirmi ?</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Lucca,Firenze,Pisa città d&#8217;arte. Voglio vivere così?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 14:03:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando penso al mio ruolo di guida turistica nel grande &#8220;carrozzone del turismo&#8221; ho un pensiero fisso: cammino per le strade fra i palazzi e chiese delle città che amo, divulgando agli altri ciò che io conosco per un fine sociale, conservativo, culturale ? O forse sono solo un frammento di un ingranaggio economico senza regole con il solo fine di produrre effimera ricchezza ? Io ho l&#8217;illusione di operare per i primi fini che ho esposto, ma la realtà, purtroppo, credo sia la seconda. Le città che amo quindi sono destinate a consumarsi lentamente sotto le suole di milioni di turisti più o meno divertiti e sollazzati. La legge che il governo italiano sta per approvare istituendo in modo generico la figura della guida Italiana in grado di  operare sull&#8217; injtero territorio nazionale, va miopemente in questa direzione. Queste città, borghi e paesi, quindi verranno, in un tempo più o meno lungo, progressivamente digerite dalla massa dei visitatori che, alla ricerca spasmodica di qualcosa di autentico, nel frattempo saranno in grado di ingoiare sempre più gelati variopinti, salami di improbabile cinta senese, litri di pseudo Chianti e purgati da litri di olio sulle bruschette. Li vedo già ora, come in un incubo, sempre più affannosamente speranzosi di scoprire nuovi codici segreti vinciani anche là dove Leonardo non si è mai sognato di passare o di fermarsi. La cosa fondamentale è cercare di non lasciarsi risucchiare da questa questa spirale perversa. Il compito di una guida turistica consapevole è anche quello di fermarsi e riflettere. Riflettere e fare il punto della situazione nel modo più oggettivo possibile. In seguito a ciò agire in maniera determinata facendo opinione e sistema non solo con i colleghi ma con tutti coloro che operano nella direzione di un turismo che sia sempre più indirizzato all&#8217;idea di&#8221; viaggio&#8221; sostenibile e consapevole. Oltre alle chimere spesso sognate del cliente il quale , come ha giustamente scritto un esimio e fortunato collega nel Chianti, spesso ha subito i devastanti effetti di &#8220;too much tuscan sun&#8221;, mostrare invece il tessuto, non solo artistico, ma anche sociale ed economico di un territorio per quello che è e non per quello che gli altri vorrebbero che apparisse. La situazione in Toscana è già grave; il malato ha già i sintomi ( e qui parlo di Lucca) di una leggera febbriciattola di tipo &#8220;A minuscolo&#8221;. La rivista statunitense Forbes dichiara che Lucca è una delle città più vivibili d&#8217;Europa. E la Lucca del futuro ? Leggete il mio articolo sul blog già pubblicato a tal proposito. Di conseguenza la mia prossima sfida, in ogni dibattito pubblico riguardo le città toscane dove opero, avrà da ora in poi come tema il turismo sostenibile, alla faccia delle leggi e dei politici. Voglio città vivibili, ma non incancrenite nel passato. Voglio città virtuose, dove la popolazione abbia la consapevolezza che ciò che conta e che vale, anche turisticamente parlando, parte dalle esigenze dei residenti. Le città vissute quindi siano in grado di offrire un sistema commerciale vero e non solamente turistico. C&#8217;è chi critica il kebab ? Io critico il suvenir del grembiule con la faccia di Mussolini o il pisello del David assieme alla torre di Pisa made in china . Sogno strade con negozi di ortolani, artigiani, macellai, un mercato di frutta e verdura ed altri servizi che fanno di un centro storico anche una città vissuta e non solo uno scenario per turisti. Nel caso delle nostre città d&#8217;arte dovremmo inoltre tenere un attenzione di massima allerta sopratutto su ciò che sta avvenendo fuori i singoli centri storici. I politici e gli speculatori (e non i cittadini) vogliono costruire stadi enormi come eco mostri, centri residenziali per inquilini inesistenti, ospedali in zone difficilmente raggiungibili. E i nostri spazi verdi ? Under the tuscan sun&#8230;under the tuscan sun&#8230; under&#8230;.under&#8230;solo under.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Lucca turismo: La porta romana orientale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 16:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lucca Ore 12.30, via Santa Croce nei pressi di piazza Santa Maria Bianca &#8220;foris portam&#8221;. E&#8217; tardi ! Io e mia moglie non abbiamo ancora fatto la spesa e stiamo &#8220;volando&#8221; in bicicletta da una parte all&#8217;altra della città per assolvere a commissioni rimaste in sospeso per troppo tempo causa impegni di lavoro. Dietro l&#8217;angolo di un palazzo, proprio in piazza, al termine di via dela Rosa, c&#8217; è una buona panetteria. Approfittiamo. Scendiamo dalle bici, le chiudiamo e di corsa Patrizia entra. Io no. Perchè ? Perchè la mia attenzione si è spostata su di un camion parcheggiato di fronte al palazzo che fa angolo, che sta caricando un enorme quantità di detriti da un palazzo che sta restaurando gli interni ed in particolare le cantine. Siamo in Italia e dove si scava si trova. Il capomastro è sulla soglia. Ci guardiamo fissi negli occhi per quasi un minuto. Fosse stata una bella donna ed io più giovane, avrei sicuramente tentato l&#8217;approccio. Ma quello non era il caso e l&#8217;intesa anche se subliminare era di tutt&#8217;altra natura: &#8220;Scusi, avete trovato qualcosa di interessante lavornado nelle cantine ?&#8221; Approccio diretto ma gentile. Con un sorriso di intesa il capomastro replica con poche parole: &#8220;Vuole seguirmi per dare un occhiata ?&#8221; Non me lo faccio ripetere due volte. Pur sapendo che mia moglie da li a qualche minuto mi avrebbe dato per disperso, ho seguito il muratore giù per le scale scavalcando detriti e ballini di cemento. Con malcelato orgoglio il capomastro mi racconta che assieme agli archeologi della soprintendenza è stato coinvolto in una incredibile esperienza di scavi. Accendendo una serie di faretti ben disposti infatti, negli scantinati si rivelano in tutta la loro possenza, gli enormi massi calcarei delle mura romane.<img class="alignleft size-medium wp-image-847" title="26102009(002)" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/11/261020090021-300x225.jpg" alt="26102009(002)" width="300" height="225" /></p>
<p> Secondo il suo racconto l&#8217;ampiezza in larghezza di tale struttura difensiva doveva essere pari a circa quattro metri. Se si considerano le notevoli dimensioni dei conci di pietra e la larghezza delle mura, si riconferma la tesi di una fortificazione possente. Niente a che vedere con le quattro pietre che poco più in là sono state messe a testimonianza di suposte mura romane. Se qualcuno ha voglia di rileggersi cio che avevo scritto su un precedente post che trattava sempre dei ritrovamenti di queste mura in via Guinigi, potrà fare 2+2= 4! Il capomastro mi ha inoltre detto che li accanto, in un altro scantinato, ci sono i cardini della porta orientale romana. Ai piedi delle mura poi sono stati ritrovati scheletri di corpi umani. Probalbilmente inumazioni di epoca successiva. Ma questo dovrà essere scoperto dai paleontologi dell&#8217;università di Pisa. Ho scattato alcune foto con il cellulare di pessima qualità.<img class="alignleft size-medium wp-image-849" title="26102009" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/11/261020091-300x225.jpg" alt="26102009" width="300" height="225" /> Me ne scuso, ma meglio che niente. Ringrazio il gentile capomastro e mi avvio verso l&#8217;uscita contento, affascinato e con la mente rivolta a fantasticare un Cesare a cavallo in entrata coi suoi agguarriti pretoriani dalla porta li accanto. E invece chi ti trovo ? Patrizia; che quando si incavola può agilmente sbaragliare un intero manipolo di pretoriani, aquilifero compreso ! Ora si che sono guai, penso. &#8220;Scusa, ma sai ho avuto l&#8217;opportunità di vedere dei resti eccezionali proprio lì sotto, e non ho  perso l&#8217;occasione&#8221; Le dico in tono sottomesso e di scusa. Incredibilmente e dolcemente sfoggia un sorriso e mi dice: &#8220;Lo avevo immaginato quando sei improvvisamente scomparso e vedendo i lavori in corso ho capito dove potevi essere. Dopo mi fai vedere le foto ? Sono curiosa anche io di vedere cosa hanno trovato&#8221; Che angeliche persone che  sono a volte le donne. Che incredibile paese che è l&#8217;Italia. Ti fermi per prendere il pane e &#8230;incontri la storia.</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>Turismo in Toscana: l&#8217;eco del battistero di Pisa</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 20:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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Esistono molte tradizioni legate al turismo in visita ad una città. Molte di queste sono scaramantiche. Si pensi, solo per citarne alcune,  alla enorme quantità di danaro gettata negli ultimi sessanta anni nella fontana di Trevi a Roma, lo sfregamento del muso del porcellino nel mercato nuovo a Firenze, il bacio alla fidanzata sul ponte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-771" title="Echista battistero pisa" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/10/Echista-battistero-pisa1-300x225.jpg" alt="Echista battistero pisa" width="300" height="225" /></p>
<p>Esistono molte tradizioni legate al turismo in visita ad una città. Molte di queste sono scaramantiche. Si pensi, solo per citarne alcune,  alla enorme quantità di danaro gettata negli ultimi sessanta anni nella fontana di Trevi a Roma, lo sfregamento del muso del porcellino nel mercato nuovo a Firenze, il bacio alla fidanzata sul ponte di rialto a Venezia. Pisa credo però le batte tutte. Nel ristretto spazio di  un unica piazza, senza contare i riti scaramantici degli studenti dell&#8217;ateneo pisano,  ne annovera almeno tre: Lo sfregamento di una luceretola sulla porta bronzea seicentesca dell&#8217;ingresso principale della cattedrale, la interminabile conta dei forellini da parte degli innamorati che si dicono lasciati dagli artigli di lucifero su di una pietra di recupero posta sul fianco sinistro della cattedrale,  ed infine il &#8220;sublime&#8221; rito della eco all&#8217;interno dell&#8217;antico battistero.</p>
<p>Fra i tre, l&#8217;ultimo è sicuramente quello che da sempre  riscuote i più larghi consensi dalla moltitudine di turisti che visitano la piazza. Charles de Brosses, dotto viaggiatore francese del Settecento, così scriveva a proposito della Piazza dei Miracoli e del Battistero: <em>“Non esiste nulla di più perfetto del Battistero, che si trova lì accanto; ha forma circolare, e lo ricopre una graziosa cupola a foggia di turbante; l&#8217;interno è come quello di un tempio pagano, completamente vuoto, e senza altro ornamento che due piani di colonne. Quando si parla all&#8217;interno, la voce riecheggia per alcuni secondi come il suono di una grossa campana, e il suono decresce poco per volta in modo assai piacevole. </em>Il viaggiatore francese provava con la propria voce l&#8217;incredibile armonia risultante dalla forma circolare del battistero unita alla doppia calotta, ottagona nella parte inferiore con  la  semisferica in quella superiore. Oggi che i viaggiatori si sono trasformati in moderni turisti, anche la eco nel battistero è stata normata. Il guardiano che  esegue la eco per conto della primaziale, deve  adempiere  puntualmente al tradizionale rito esattamente ogni trenta minuti. Si chiudono le porte, e chi c&#8217;è c&#8217;è, e chi non c&#8217;è aspetta l&#8217;evento trenta minuti dopo.</p>
<p>Si è costituito così, volente o nolente, il nuovo mestiere tutto italiano (o meglio tutto pisano) dell&#8217; &#8220;echista&#8221; . Un bel mestiere che spesso da soddisfazioni se si ha una bella voce. Chi scrive, può testimoniare che non di rado, turisti che non si aspettavano di ascolatare questo incredibile organo naturale, al termine di una &#8220;celestiale&#8221; scala armonica di note sapientemente cantate da una delicata voce di &#8220;echista&#8221; femmina, sono scoppiati letteralmente in un pianto dirotto. Sono certo che il buon architetto Deotisalvi, autore della fondazione del battistero nel 1152, da lassù o da laggiù ovunque si trovi, ogni volta gongola tutto soddisfatto per la costruzione di questo suo prodigioso, inconsapevole, marchingegno emotivo.</p>
<p>Si noti quindi quanti incredibili altrettanto  inconsapevoli eventi hanno portato, questa  incomparabile e magnifica piazza, a dispensare come veri &#8221; miracoli&#8221; della natura, non solo una torre che ancora sfida le leggi della gravità naturale, ma anche un batistero che sfida  quelle della armonia musicale.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Toscana e turismo: la difficoltà di definirsi &#8220;escort&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; assodato che viviamo tempi nei quali l&#8217;ipocrisia serpeggia all&#8217;angolo di ogni strada. In Italia poi, credo che ci si possa definire maestri nel camuffare situazioni e cose con terminologie che riescano a coprire i veri fini o comportamenti di questi o queste. Gli esempi potrebbero essere infiniti: dai più innoqui, come le innumerevoli definizioni attribuibili ai genitali maschili e femminili, oppure  l&#8217;attività dello spazzino che viene definito  &#8220;operatore ecologico&#8221;, al carceriere questurino ora definito operatore penitenziario, sino ai soldati in armi di tutto il mondo chiamati in alcuni casi opearatori di pace. Alla luce di quanto si legge oggi sulle cronache politiche  e scandalistiche in Italia,  ad esempio, alcune categorie che lavorano nel campo del turismo si trovano attualmente in forte imbarazzo nel poter definire il proprio ruolo di attività. Un esempio. Solo l&#8217;altro giorno sono entrato in un noto ristorante locale per entrare in contatto con il gruppo al quale dovevo fare da guida. Con spontaneità e disinvoltura ho chiesto al proprietario: &#8221; Scusi, mi sa indicare la escort&#8221; . Con malcelato imbarazzo il proprietario con un sorrisino mi ha risposto &#8220;Vorrà intendere l&#8217;accompagnatrice del gruppo mi auguro !&#8221;.  Lo stesso lieve imbarazzo l&#8217;ho  percepito quando ho chiesto ad una giovane e piacente ragazza che da apprendista si stava formandoin uno dei molti (troppi !) uffici informazioni: &#8221; Scusi signorina, ma lei è una stagista?&#8221; Che tempi! Ma che dire, ormai non c&#8217;è che da riderci sopra e &#8230;..sperare, sperare, sperare.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Itinerari fiorentini:Il giardino &#8220;segreto&#8221; di Annalena</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 07:00:30 +0000</pubDate>
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Essere turista in casa propria. Non solo è possibile ma è naturale, quasi consequenziale alla mia professione di guida turistica, quando per casa propria si intende la Toscana. Una regione che non finisce mai di sorprenderti grazie al suo inesauribile patrimonio di luoghi storici ed opere d&#8217;arte. Firenze, la fascinosa, la bella ed intrigante &#8220;antica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-757" title="Giardino di Annalena" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/09/3961794041_06441768fc1-300x225.jpg" alt="Giardino di Annalena" width="300" height="225" /></p>
<p>Essere turista in casa propria. Non solo è possibile ma è naturale, quasi consequenziale alla mia professione di guida turistica, quando per casa propria si intende la Toscana. Una regione che non finisce mai di sorprenderti grazie al suo inesauribile patrimonio di luoghi storici ed opere d&#8217;arte. Firenze, la fascinosa, la bella ed intrigante &#8220;antica signora&#8221;, riesce ancora ad ammaliare i suoi più fedeli amanti con inaspettate sorprese. Io sono uno di quelli ( amante, si intende !).  Firenze questa volta si è concessa mostrando uno degli aspetti più intimi: i suoi giardini privati.</p>
<p>Grazie all&#8217;Associazione delle dimore storiche, domenica 27 settembre, sotto un incredibile caldo autunnale, molti portoni cittadini delle più importanti dimore storiche, hanno aperto i battenti per rivelare a tutti i propri giardini segreti.  La lista è lunga, e qui, per brevità di tempo e per non annoiare troppo, descriverò quello che per me è stato il più intrigante: il giardino di Annalena.</p>
<p>Si trova  in oltrarno, sulla riva sinistra, di fronte all&#8217;ingresso secondario del giardino di Boboli. Deve il suo nome a colei che nel 1441, figlia di Galeotto Malatesta, vi fondò un  monastero. In seguito alle guerre fra Firenze e Siena nel 1554, Cosimo de Medici vi fondò una linea di fortificazioni. Con la successiva  demolizione di queste, il luogo rimase abbandonato sino al 1791, quando il Marchese Tommaso Corsi lo acquistò. Tra il 1801 e il 1810 venne realizzato dal paesaggista Giuseppe Manetti, su di un terreno di mezzo ettaro, un giardino di ispirazione inglese. In realtà conserva la piacevolezza  delle basse siepi a forma di labirinto di  mortella che compongono una serie di  giardini che ricordano quelli all&#8217;italiana, che si avvicendano  uno dopo l&#8217;altro con piacevole sorpresa del visitatore. Quà e là, nascoste dalle verdi siepi, si scoprono sinuose statue in terracotta di muse o antichi reperti di spoglio.  Il giradino si avvale  inoltre di due particolari caratteristiche, abilmente sfruttate dal Manetti: la sopraelevazione  sulle due strade che lo fiancheggiano e l&#8217;andamento scosceso con collinette derivanti dai detriti delle demolizioni precedenti. Da una parte di questo, bordeggiando il muro di cinta, l&#8217;affaccio è su Boboli, dalla parte di via dei serragli invece, sul parco della proprietà Torrigiani. Non so se vi capiterà di entrarci un giorno, ma se per caso avrete questa fortuna, sfruttatela romanticamente con un compagno o una compagna: Annalena vi rimarrà nel cuore.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>I giardini segreti: itinerari nascosti a Lucca</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 07:59:27 +0000</pubDate>
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Ieri, dopo una vera e propria maratona lavorativa, assaporando un meritato gelato con mia moglie, ho scoperto casualmente grazie ad un cartello posticcio posto all&#8217;ingresso di un portone, una lodevole  quanto poco pubblicizzata iniziativa promossa dalle dimore storiche italiane. Alcuni giardini privati del centro storico di Lucca erano aperti per una libera visita dei passanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-748" title="Il guardiano di terracotta" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/09/P10208341-300x225.jpg" alt="Il guardiano di terracotta" width="300" height="225" /></p>
<p>Ieri, dopo una vera e propria maratona lavorativa, assaporando un meritato gelato con mia moglie, ho scoperto casualmente grazie ad un cartello posticcio posto all&#8217;ingresso di un portone, una lodevole  quanto poco pubblicizzata iniziativa promossa dalle dimore storiche italiane. Alcuni giardini privati del centro storico di Lucca erano aperti per una libera visita dei passanti curiosi. Anche la mia curiosità ha vinto la stanchezza. E&#8217; proprio vero che le nostre città  riservano continue sorprese. Quante volte ho passeggiato a fianco di muri anonimi e portoni impenetrabili senza lontanamente immaginare le sofisticate ed equilibrate bellezze che nascondevano gelosamente. Lucca in particolare, quasi fosse una pudica, riservata, bella signora, non ha mai ostentato le sue segrete belle fattezze. Per di più gli spazi verdi all&#8217;interno delle mura sono rari. Una città di impianto medioevale prevedeva solo utili e piccoli orti privati poi trasformatisi in corti. Fra i giardini visitati è d&#8217;obbligo citarne tre: il giardino di palazzo Fontana già Busdraghi in via Busdraghi 7, il giardino di palazzo Massoni in via dell&#8217;angelo custode 24 e  il giardino di palazzo Brancoli Pantera già Massagli in via Vittorio Veneto 44. Fra i tre citati ne descriverò uno solo: quello che mi ha strappato controvoglia le più forti emozioni.</p>
<p>Chi passa dalla Piazza San Pietro Somaldi e si avvia passeggiando verso via Fillungo o verso piazza anfiteatro non può fare a meno di notare un alto muro che fa angolo fra la scelta da prendere fra una direzione delle sopradette o l&#8217;altra. Sopra il muro vi è una verde pergola a tettoia che fa intuire un camminamento sopraelevato ad un giardino. Su tale camminamento, come a guardia del palazzo, fa bella mostra di se un cane di terracotta. Quante volte ho alzato il mio sguardo in su verso quell&#8217;improbabile statico  guardiano, non ve lo saprei dire. Ne ero quasi geloso perchè lui da lassù, poteva vedere ciò che proteggeva, ed io no. Ieri, dopo tanti anni di guida che consuma le strade e gli angoli anche di quei muri, sono finalmente entrato. I muri alti, in parte raffozati da archi a loggia affrescata, sostenuti da piccole ed eleganti colonne in arenaria, nascondevano un angolo di  paradiso privato. Quattro piccole aiuole mistilinee agli angoli del giardino con alberi da frutto, una aiuola circolare al centro con un albero ai cui piedi erano adagiati con elegante casualità resti marmorei classici e sullo sfondo una serie di colonne che sormontavano antichi vasi all&#8217;etrusca in terracotta. Ma l&#8217;elemento che rendeva il tutto fantastico ed al contempo elegante erano le diverse pergole di uva e piante rampicanti che  ricoprivano buona parte dei terrazzi che si affacciavano su quell&#8217;incredibile angolo di città.  Gelosia  e invidia !  Sentimenti che non mi sono propri ma che in quell&#8217;occasione  ho provato con inusuale intensità gardando l&#8217;espressione sognante di mia moglie che non parlava ma contemplava. Bellissimo, e aimè irragiungibile ed anche difficile decrivere a parole. Mi riprometto quindi di scattare alcune foto  del giardino appena avrò una nuova occasione . La visita si ripeterà il 27 settebre 2009.</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>Lucca, i potenti e la festa della Santa Croce.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 12:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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L&#8217;Italia, nell&#8217;immaginario del turista straniero, è fatta anche di folclore. Molto di questo folclore, sopratutto nelle feste di popolo, è legato anche alle manifestazioni religiose di una nazione da sempre devota al culto dei Santi o di Maria, la madre di Cristo. Lucca, nel nord ovest della Toscana, vede invece il suo momento di unione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-730" title="P1020823" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/09/P1020823-225x300.jpg" alt="P1020823" width="225" height="300" /></p>
<p>L&#8217;Italia, nell&#8217;immaginario del turista straniero, è fatta anche di folclore. Molto di questo folclore, sopratutto nelle feste di popolo, è legato anche alle manifestazioni religiose di una nazione da sempre devota al culto dei Santi o di Maria, la madre di Cristo. Lucca, nel nord ovest della Toscana, vede invece il suo momento di unione fra popolo, religione e istituzioni locali, sia laiche che religiose, nella devozione verso il Volto Santo di Cristo. Caso unico nei paesi di confessione cristiana, il Volto di Cristo esemplato in un crocifisso di legno che la tradizione e la leggenda vogliono far risalire alla mano di Nicodemo, è l&#8217;elemento catalizzatore attraverso il quale i lucchesi da generazioni fanno il punto della loro situazione. La processione si snoda la notte del tredici di settembre per le vie del centro cittadino e vi partecipano tutti coloro che vogliono testimoniare non solo la loro fede, ma anche la loro appartenenza laica alla comunità locale, in questo modo testimoniando anche la fedeltà alle istituzioni.  Anche i personaggi del potere, fossero un tempo imperatori, principi o alti prelati, come oggi invece siano essi presidenti, sindaci o vescovi,  dimostravano  con la loro presenza oltre  la propria  devozione all&#8217;immagine ritenuta divina, anche quella della loro dipendenza dalla volontà del popolo.  La presenza di un numero notevole di ceri che sfilavano lungo le strade era la dimostrazione, d&#8217;altro canto, della fedeltà del popolo a queste istituzioni. Oggi a Lucca , come un tempo, il consenso popolare pur esprimendosi anche con altri mezzi più sofisticati ma non sempre veritieri e duraturi come i sondaggi o i voti elettorali,  ha la sua riprova nella partecipazione alla &#8220;luminara&#8221;. Proprio quest&#8217;anno giungerà a Lucca un lucchese nel mondo: Martinelli, il quale ha raggiunto la più alta carica nel paese di adozione: la presidenza della nazione del Panama. Un tempo Lucca era una piccola capitale e come tale i suoi governanti erano  soliti tenere rapporti di livello internazionale sia a livello politico che culturale con i potenti del  mondo intero. Oggi Lucca manifesta invece il suo provincialismo attraverso polemiche speso sterili che nulla portano al beneficio e all&#8217;immagine della città. Mi riferisco in questo caso alle polemiche proprio riguardanti la partecipazione dello stesso Presidente Martinelli alla tradizionale processione in onore del Volto Santo. La stampa locale e sopratutto i politici delle contrapposte aministrazioni locali (comune  e provincia) non hanno mancato in ogni occasione possibile di gettare fango, non solo l&#8217;uno contro l&#8217;altro ma anche (e questo mi pare troppo) su colui che voleva venire da lucchese fra i lucchesi a gioire del successo raggiunto e ringraziando di ciò Il Volto Santo. Una passerella per un politico panamense ? Che senso avrebbe vantarsi là dove non si ricevono voti,  ma altresì tuttalpiù amichevoli consensi da coloro che si ritengono amici del paese di origine. Ben vengano quindi tutti coloro che vorranno presenziare a questa festa dei lucchesi ora e sempre, a gloria dei lucchesi stessi e sopra tutto del Volto Santo che li protegge.</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>Dalla Cina con furore (ma senza idee !): architetti cinesi in in tour turistico a Lucca in cerca di una villa da copiare</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 15:59:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Titolo lunghino, ma rende ciò che è accaduto qualche giorno fa proprio qui nella &#8220;serenissima&#8221; e paciosa ex repubblica di Lucca. Un team cinese composto da imprenditori, sales managers, architetti, interior designers e interprete, mi si sono presentati  chiedendomi espressamente di poter visitare Ville lucchesi e toscane, con il preciso intento di poterle riprodurre a Shanghai in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo lunghino, ma rende ciò che è accaduto qualche giorno fa proprio qui nella &#8220;serenissima&#8221; e paciosa ex repubblica di Lucca. Un team cinese composto da imprenditori, sales managers, architetti, interior designers e interprete, mi si sono presentati  chiedendomi espressamente di poter visitare Ville lucchesi e toscane, con il preciso intento di poterle riprodurre a Shanghai in un enorme appezzamento di terra nella zona residenziale della città. Ero convinto di trovarmi al cospetto di professionisti con un bagaglio culturale architettonico europeo quantomeno sufficiente a distinguere, non tanto la villa di tipologia medicea da quella lucchese, ma quantomeno un castello della Loira da una villa Italiana. Dopo aver introdotto storicamente la città e le vicende che hanno portato i mercanti lucchesi a costruire ville nella campagna, sono rimasto totalmente disorientato quando mi hanno chiesto di fermare il bus per fotografare le ville liberty che circondano l&#8217;anello delle mura cittadine lungo la circonvallazione. La domanda diretta è stata: &#8221; ma queste sono ville italiane ? E di che epoca sono? Che differenza c&#8217;è fra queste, le ville toscane e le case degli italiani ? &#8221; Panico! Da dove dovevo cominciare, o meglio, ricominciare ? Dopo una corretta ma sintetica risposta ho proseguto il tour decidendo di mostrare la trasformazione in chiave moderna di una di queste ville. Villa Guinigi sulle colline di Matraia. Esempio classico di villa lucchese nella sua sobria architettura rinascimentale fatta di pietra arenaria e intonaco chiaro. Più che l&#8217;esterno, il design interno spregiudicatamente moderno, ha riscosso consensi unanimi. Solo l&#8217;architetto dell&#8217;esterior design appariva, più che pensieroso, direi abbacchiato. In uno dei casali esterni ristrutturati è poi esploso un acceso dibattito. Alla vista di un muro che presentava un riquadro dove veniva mostrata la stratificazione di pietre e mattoni che costituivano l&#8217;originale struttura muraria, fra tre degli esperti devono essere volate parole grosse a giudicare dalle espressioni mimiche delle loro faccie e dai suoni sibilanti della lingua mandarina. Mi è stato poi spiegato che la difficoltà stava, non tanto nel riprodurre quell&#8217;effetto, ma piuttosto nel giustificarne la ragione o l&#8217;utilità ad un ricco compratore cinese completamente a digiuno della storia italiana, toscana, e delle realtive stratificazioni architettoniche e culturali. Per loro quello appariva solo un muro non finito a regola d&#8217;arte. Problemi grossi, non c&#8217;è che dire. Al termine di un numero imprecisato di visite a ville e dimore d&#8217;epoca, la ciliegina è arrivata quando mi hanno chiesto supplichevoli di poter visitare sapete cosa? l&#8217;interno di casa mia! Il garbato ma deciso rifiuto che ha fatto seguito a questa corale richiesta ha posto fine alla gita di istruzione e al mio contatto con la Cina in terra di Toscana. A questo punto da operatore culturale turistico quale mi reputo di essere, la domanda sorge spontanea. Quale futuro, guardando verso est, per il turismo incoming del futuro ?</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>Itinerari d&#8217;arte a Lucca:galleria di arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 13:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una galleria d&#8217;arte dove si invita le guide turistiche a non descrivere le opere esposte. Esiste ? Si, a Lucca nella nuovissima esposizione di arte contemporanea di palazzo Boccella presso la Madonna dello Stellare è stato organizzato un apposito incontro con le guide locali per educarle ad un approccio diverso alle opere esposte. Il museo stesso è concepito infatti più che un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/06/p10203001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-676" title="p10203001" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/06/p10203001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Una galleria d&#8217;arte dove si invita le guide turistiche a non descrivere le opere esposte. Esiste ? Si, a Lucca nella nuovissima esposizione di arte contemporanea di palazzo Boccella presso la Madonna dello Stellare è stato organizzato un apposito incontro con le guide locali per educarle ad un approccio diverso alle opere esposte. Il museo stesso è concepito infatti più che un tradizionale museo dove vengono conservate ed esposte cronologicamente opere d&#8217;arte,  pittosto come un ospitale contenitore che induce il turista a confrontarsi con esse. In questo luogo storico pieno di fascino, non si pretende di dare o ricevere spiegazioni che rientrino nei canoni dell&#8217;estetica classica, ma piuttosto di suggerire emozioni ed eventualmente crerae un pensiero critico soggettivo. Le guide lucchesi sono state invitate dal curatore del museo maurizio Vanni, a seguirlo in un percorso  visivo più che dialettico, volto invece a rompere gli schemi preconcetti dei codici estetici ai quali normalmente le guide sono solite riferirsi. Al termine di un viaggio attraverso le opere pittoriche astratte degli artisti prevalentemente romani del dopo guerra, detti del &#8220;<strong><a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_221500078/Gruppo_Origine.html">gruppo origine</a></strong>&#8220;, l&#8217;entusiasmo ha sostituito totalente l&#8217;iniziale diffidenza e perplessità . Il primo passo rivolto a chi dovrà invitare i propri turisti a percepire, a sfidare, a estendere i propri concetti di percezione e non solo ascoltare per tentare  di comprendere, è stato fatto. Burri, Matta, Capogrosi e Colla ed i padri dell&#8217;astrattismo come kandisky.<a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/06/p1020298.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-674" title="p1020298" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/06/p1020298-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>  Non è certo un percorso semplice e rapido, ma il ghiaccio è rotto. Lo spazio museale d&#8217;altro canto è di primissima qualità è invita alla fascinazione. Novanta tipi di diversa intensità di luce di bianchi, possibilità computerizzata di diffondere in rete gli eventi esposti nel palazzo, spazi di ristorazione, book shop, sale per bambini e sale wi fi, insomma il futuro è già presente.</p>
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		<title>Turismo in provincia di Lucca: la Versilia e Viareggio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 12:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La parola d&#8217;ordine è &#8220;cambiare&#8221; per non annoiarci mai. Una guida turistica può cambiare itinerari, argomenti e paesaggi. Così un gruppo padovano mi ha dato la possibilità di fare tre tappe versiliesi di tutto rispetto: Camaiore, Pietrasanta e Viareggio. Non vi preoccupate, non è tutta storia dell&#8217;arte quella che esce dal mio sacco. C&#8217;è anche gastronomia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola d&#8217;ordine è &#8220;cambiare&#8221; per non annoiarci mai. Una guida turistica può cambiare itinerari, argomenti e paesaggi. Così un gruppo padovano mi ha dato la possibilità di fare tre tappe versiliesi di tutto rispetto: Camaiore, Pietrasanta e Viareggio. Non vi preoccupate, non è tutta storia dell&#8217;arte quella che esce dal mio sacco. C&#8217;è anche gastronomia, natura e tempo libero. Per quanto riguarda  la gastronomia abbiamo fatto una sosta a Viareggio al risorante Tito del molo. Proprio li, a due passi dal molo appunto, la tradizione viareggina del <a href="http://vimeo.com/4282115">pesce fresco</a> la si può toccare e vedere con mano, e se hai qualche soldino da spendere la si può anche gustare. Per vederla basta dare un occhiata alle donne che offrono in vendita il variopinto pesce fresco a Km &#8211; 0 (siamo infatti direttamente sul mare!) che i loro mariti hanno pescato la notte stessa. Ma se come me, dopo un lauto pranzo, vi incamminate a passo lento lungo il molo verso l&#8217;imboccatura del porto, potrete vedere i numerosi pescatori che con le loro canne e con tecniche diverse ingaggiano vere e proprie lotte con mormore, branzini, saraghi e sopratutto muggini. Proprio mentre osservavo uno di questi sportivi intrepidi stacanovisti della lenza sotto il sole cocente, ho assistito ad una duello e la successiva cattura con un mostro di due chili: Un muggine .<a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p10202301.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-657" title="p10202301" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p10202301-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Quindi, amici miei, anche nei momenti di pausa, come prova la mia foto, una guida ha sempre qualcosa da vedere e far vedere ai suoi clienti.</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>Itinerari turistici d&#8217;arte: Civitali e Stagi due scultori rinascimentali fra Lucca e Pisa</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 16:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il titolo di cui sopra non ha la pretesa di un saggio storico artistico. In realtà vorrei proporre solo alcune pillole di bellezza scultorea che potrebbero benissimo essere adottate come esercizio dialettico e retorico per guide abilitate nelle due provincie. Oltretutto ciò di cui voglio parlare può essere visitato da un qualsiasi turista che, facendo i pochi chilometri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo di cui sopra non ha la pretesa di un saggio storico artistico. In realtà vorrei proporre solo alcune pillole di bellezza scultorea che potrebbero benissimo essere adottate come esercizio dialettico e retorico per guide abilitate nelle due provincie. Oltretutto ciò di cui voglio parlare può essere visitato da un qualsiasi turista che, facendo i pochi chilometri che separano la cattedrale di Pisa da quella di Lucca, volesse osservare alcuni dettagli di due altari, opere superbe dei due artisti in questione. Il riferimento è rispettivamente all&#8217;altare di San Biagio  di Stagio Stagi posto nella parete est del transetto sinistro della cattedrale pisana e quello di San Regolo, posto sempre nella parete est del tranetto sinistro ma questa volta della cattedrale lucchese.<a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020120.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-651" title="p1020120" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020120-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Dopo le alterne vicende politico militari che nello scorcio del quattrocento avevano duramente provato le ormai residue forze della gloriosa repubblica marinara, la cattedrale pisana si accingeva ad un sostanziale ammodernamento di parte degli antichi e numerosissimi altari che ricoprivano in modo disomogeneo le pareti dell&#8217;edificio. Fu incaricato nel 1485 a questo scopo, lo scultore ed architetto lucchese Matteo Civitali, al quale vennero commissionati la bellezza di ben ventidue altari. Civitali però non portò mai a termine la commissione, riuscendo ad elaborare solo un altare e alcuni pezzi marmorei, ora il tutto ricomposto e custodito nel museo della cattedrale. Ciò fu presumibilmente dovuto all&#8217;inasprimento dei rapporti fra Lucca e Firenze che culminarono con la caduta militare di Pisa. Lucca era geograficamente accerchiata. Tuttavia anche dopo questi tragici avvenimenti, il gusto classico di impianto quasi archeologico lasciato in eredità dal Civitali ad una schiera di scultori attivi fra Lucca, Pietrasanta e Carrara, aveva evidentemente lasciato il segno. E&#8217; infatti su questo modo che guarda all&#8217; &#8220;antico&#8221; ma già di impronta  manierista, che si affacciano proprio in questa cattedrale nei primi anni venti del cinquecento, le personalità artistiche del fiorentino Pandolfo Fancelli e del pietrasantino Stagio Stagi. Il primo sperimentale altare che elaboreranno assieme in vista della realizzazione dei successivi è proprio quello che ci interessa: l&#8217;altare di San Biagio, protettore della gola (e quindi lo eleggerei ad onorem patrono delle guide turistiche !) e patrono guarda caso di Pietrasanta.</p>
<p>Di dimensioni relativamente piccole rispetto ad altri esempi coevi, l&#8217;altare si caratterizza oltre che per le complesse ma armoniche forme geometriche rinascimentali, soprattutto per la notevole qualità delle decorazioni a grottesche e l&#8217;eleganza delle figure. I dettagli degli intrecci dei fogliami con figure simboliche che alludono alla passione di Cristo ed altre zoomorfe riportate nell&#8217;opera con certosina perizia , rendono i candidi marmi vibranti di infinite curiosità dove l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore quasi si perde.<a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020122.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-652" title="p1020122" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020122-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Ma il dettaglio dove più che in altri il mio occhio è rimasto sorpreso, è quello dove le braccia tese dei due angeli posti al di sopra della nicchia dove si trova il Santo, emergono in un virtuosismo oserei dire &#8220;neoclassico&#8221;, degno precursore di un Canova. Le braccia infatti sono l&#8217;elemento catalizzante di questa parte del monumento, poichè nella loro estensione verso il centro in misura sproporzionata, sembrano quasi emergere delicatamente con il loro bassissimo rilievo da un marmo paragonabile al latte.</p>
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<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020240.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-647" title="p1020240" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020240-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Facciamo ora un balzo a Lucca. L&#8217;altare dedicato a San Regolo di Matteo Civitali si impone per monumentalità rispetto agli altri presenti in chiesa. L&#8217; opera realizzata negli  anni ottanta del quattrocento, a detta dei critici, portò l&#8217;artista lucchese alla notorietà come scultore capace di cimentarsi con impianti monumentali complessi ed articolati. Qui infatti si fonde in senso verticale la sapiente conoscenza dell&#8217;architetto classico con l&#8217;ineguagliabile perizia del ritrattista di figure e narratore di storie. La parte superiore dell&#8217;altare sa di monumento sepolclare con l&#8217;effige del Santo steso e affiancato dai classici putti reggi torcia. La parte inferiore invece si ricompone in un altare con una predella che ha nello scorrere delle storie del santo incorniciate in pochi riquadri quasi dell&#8217;incredibile in tema di modernità rinascimentale e freschezza narrativa. Vorrei qui far notare gli interni di palazzi d&#8217;epoca, come nella scena dell&#8217;offerta della testa del Battista al banchetto dove il menestrello quasi fa sentire la sua musica, il nano (assoluto protagonista con il cagnolino ai piedi ricorda un precursore  del Morgante fiorentino) che assiste al martirio di San Sebastiano, ed il carnefice in secondo piano che ricorda col cappello con la piuma e la balestra un novello Guglielmo Tell.<a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020137.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-648" title="p1020137" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p1020137-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Due opere estremamente diverse nella composizione e nel contesto nel quale si trovano, ma comunque assolute protagoniste, e non comprimarie, di un epoca e di aree geografiche contigue.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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		<title>Turismo a Lucca: Itinerari contemporanei</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 06:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/3351052769_b79a06f53c_m1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-631" title="3351052769_b79a06f53c_m1" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/3351052769_b79a06f53c_m1.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a>MI è già capitato di scrivere un articolo, in verità ironico, sulla <a href="http://www.turislucca.com/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=359">Lucca del futuro</a>. Tuttavia devo oggi costatare seriamente che, per un incredibile mix di circostanze forse casuali, all&#8217;interno della cerchia di mura cittadine e più precisamente nella zona est al di là dei limiti &#8220;turistici dell&#8217;anfiteatro, Duomo, piazza San Michele e Chiesa di San Frediano, si sta attuando una incredibile modernizzazione delle attività culturali.  Negli ultimi anni sono nati infatti nuovi spazi di aggregazione, sopratutto per giovani, quali in ordine di tempo il restauro e l&#8217;utilizzo come aule di studio e di postazione per computers del chiostro dei serviti oggi detto <a href="http://www.luccagiovane.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/31">Agorà</a>, poi il parziale restauro del palazzo Guinigi dove si tiene annualmente la fantastica mostra del <a href="http://www.luccadigitalphotofest.it/">Lucca Digital photo Festival</a>, il restauro completato del chostro di San Micheletto in via Elisa e l&#8217;utilizzo di questo sia come sede del <a href="http://www.fondazioneragghianti.it/ita/lastoria.asp">centro studi ed esposizione per l&#8217;arte Ragghianti</a> che come sede dell&#8217;università <a href="http://www.imtlucca.it">Industrial marketing and tecnology</a>, il Campus della stessa IMT la Stecca presso l&#8217;ex convento dei francescani, ed ultimo in ordine di tempo il <a href="http://www.luccamuseum.com">Museo di arte contemporanea di palazzo Boccella</a> presso la Madonna dello stellare. Cosa centrano questi luoghi con un il turismo? Centrano eccome ! Si pensi solamente agli itinerari innovativi che possiamo concretizzare collegado questi luoghi con un tema che potrebbe essere Lucca fra passato, presente e futuro mostrando finalmente il volto di una Lucca rivolta al futuro e non solo al passato. Per quanto mi riguarda ho già portato con successo molti piccoli gruppi familiari e studenteschi americani a visitare alcuni di questi luoghi proprio conquesto tema di fondo. La mia atenzione oggi però va sopratutto sul L.U.cc.A, il museo di arte contemporanea, con il quale certamente avremo modo di collaborare. E&#8217; una struttura nuovissima ed iper tecnologica legata comunque con un buon mix alla struttura cinquecentesca. Oltre all&#8217;ambiente ciò che interessa sono i contenuti. Il museo infatti si ripropone di cambiare le esposizioni tema delle mostre ogni tre mesi, così da creare un continuo e dinamico interesse verso questa nuova realtà. Vedremo, ma io ho fiducia.</p>
<p>Gabriele</p>
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		<title>New!!! Museo di arte contemporanea a Lucca</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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E&#8217; stato innaugurato il museo di arte contemporanea a Lucca. Una esperienza lucchese da non perdere.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/lucca_museum_intro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-620" title="lucca_museum_intro1" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/lucca_museum_intro1-300x87.jpg" alt="" width="300" height="87" /></a></p>
<p> </p>
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<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/lucca20museum1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-618" title="lucca20museum1" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/lucca20museum1-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>E&#8217; stato innaugurato il <a href="http://www.luccamuseum.com">museo di arte contemporanea a Lucca</a>. Una esperienza lucchese da non perdere.</p>
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		<title>Vampiri in Toscana ? Aspettando la&#8230;new moon.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 20:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ha mai pensato ai vampiri in Toscana ? Va be che il carnevale da noi è sentito e che i travestimeti dei più pazzerelloni variano dal macabro al giocoso. Va bene che fra i comics di Lucca e Halloween  a Borgo a Mozzano i canini aguzzi spuntano un pò a tutti, ma una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/new_moon__by_paine3941.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-603" title="new_moon__by_paine3941" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/new_moon__by_paine3941-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a>Chi ha mai pensato ai vampiri in Toscana ? Va be che il carnevale da noi è sentito e che i travestimeti dei più pazzerelloni variano dal macabro al giocoso. Va bene che fra i comics di Lucca e Halloween  a Borgo a Mozzano i canini aguzzi spuntano un pò a tutti, ma una storia su i più antichi vampiri del mondo non me la sarei mai e poi mai immaginata &#8220;nella terra dove il si suona&#8221;  (Dante Alighieri).</p>
<p>Volturi. Nome che a detta di mia figlia dodicenne fa venire i brividi di paura e di eccittazione al tempo stesso. I più antichi e temuti vampiri del mondo. Lo scenario da immaginare non è la lugubre e nebbiosa Transivania, patria del famoso conte Dracula, ma la languida e fascinosa Volterra.  Il povero conte di fronte a un volturo se la farebbe sotto dalla fifa. Esseri dalla forma umana, bellissimi ed algidi nell&#8217;aspetto, sanno essere buonissimi nella vita quotidiana quanto cattivissimi nei confronti di quei vampiri che  non rispettano le vere regole dell&#8217;ordine dei vampiri nel mondo: astenersi dal nutrirsi con sangue umano. Da dove vengono tutte queste stravaganze ? Dal libro di enorme successo della giovane  Stefany Mayer. Il primo libro, Twilight, trasposto sulla pellicola, ha avuto un successo oltre ogni misura sui giovani dagli 11 ai 18 anni. In pratica tutto il popolo che aveva sognato con Harry Potter, oggi si identifica con le pulsioni giovanili e romantiche di Bella e Edward (il vampiro buono e maledetto). Oggi si sta girando &#8220;New moon&#8221; dove alcune scene si dovrebbero svolgere proprio a Volterra. Mi si potrebbe chiedere: &#8220;Ma a te come guida e a noi, che ce ne importa ?&#8221; Be in parte ce ne può importare se abbiamo figli di quell&#8217;età o se abbiamo ancora un pò di spirito e fantasia fanciullesca dentro di noi. Nel frattempo, su mio suggerimento, alcuni miei colleghi che lavorano come guide a Volterra, hanno proposto un tour del vampiro volturo. Risultato ? Un successone ! Schiere uralanti di ragazzine, si aggirano timorose con le nostre guide nei meandri sotterranei della antica città etrusca. E che nessuno rimanga indietro altrimenti&#8230;&#8230;</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/twilight-isabella-edward-101.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-604" title="twilight-isabella-edward-101" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/twilight-isabella-edward-101-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
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		<title>Itinerari turistici in Toscana: i restauri della cattedrale di Lucca</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p10201401.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-599" title="p10201401" src="http://www.turislucca.com/wp-content/uploads/2009/05/p10201401-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>E&#8217; proprio vero che  dei lavori che siano stati iniziati senza vederne mai la fine , si dica: &#8220;Sembrano quelli della fabbrica della cattedrale; lavorano, lavorano e non finiscono mai !&#8221;.  E&#8217; proprio così, almeno per la Cattedrale di San Martino a Lucca possiamo parlare di working in progress. Per costruirla ci sono voluti quasi 500 anni ed ora, per restaurarla e rifarle il maquillage, i ponteggi sono stati allestiti per l&#8217;ennesima volta.</p>
<p>Tuttavia l&#8217;inizio dei lavori di sola ripulitura  risalgono solo (si fa per dire) al 2003. Questi fanno parte di un restauro globale che ha coinvolto tutta la chiesa. I restauri sono partiti, in un primo momento, dalla cappella di San Regolo presso la zona absidale. Questa prima area di interventi sono stati di natura sperimentale e hanno dato la possibilità alla locale Soprintendenza e ai restauratori, di fare saggi di prova in modo tale da poter pianificare e affinare i tempi, le modalità e i costi dei successivi interventi. Motivo di orgoglio per la Soprintendenza è stato scegliere 18 ditte di restauri tutte del territorio lucchese. Ciò ha ancor più legato la storia dell&#8217;edificio al territorio e alla società locale, così come avveniva nel medioevo. La fine dei lavori di ripulitura è prevista alla fine dei prossimi due anni. I ponteggi vengono montati e smontati man mano che i lavori procedono dall&#8217;abside verso la facciata; ecco perchè oggi vediamo l&#8217;altare così vicino all&#8217;ingresso della chiesa. Quando i lavori saranno prossimi alla facciata, il clero non potrà celebrare la sue normali funzioni liturgiche, e le celebrazioni saranno probabilmente spostate nella chiesa urbana di San Frediano, seconda per capienza ed importanza fra le chiese ancora consacrate ed in buono stato della città. Tutti i lavori sono stati pagati dalla <a href="http://www.fondazionecarilucca.it/">Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca</a>. Il transetto nord, interessato da lavori di consolidamento, ha invece lavori indipendenti che vengono pagati dal ministero dei beni culturali. La zona absidale è già stata restaurata e oggi riluce di nuovo splendore e bellezza.  Il restauro ha coinvolto anche i monumenti lapidei risalenti alla metà del quattrocento, ed in particolare quelli compiuti dal maestro lucchese rinascimentale Matteo Civitali, in vista della stupenda mostra a lui dedicata  che si è tenuta nel 2004. . Quando si è messo mano alla ripulitura delle volte presso l&#8217;altare maggiore, i problemi di conservazione degli affreschi erano molteplici. Infatti questi risalivano a varie epoche e mani distinte a causa dei rastauri già avvenuti in epoca ottocentesca. Nel 1854, quando Lucca era da poco entrata a far parte del gran ducato di Toscana, la moda purista che imperversava a quel tempo,in particolare nelle persone degli artisti lucchesi Ridolfi (padre) ed Enrico Ridolfi (figlio), rischiavano di cancellare totalmente gli affreschi tardo quattrocenteschi che necessitavano solo di una rinfrescata. Fortunatamente l&#8217;opposizione del parere di abili restauratori fiorentini come il Pozzali, evitarono la distruzione totale di questi. Furono abilmente sostituiti in toto solo gli affreschi relativi alla volta sopra l&#8217;altare che erano gravemente compromessi. Con l&#8217;ausilio di impalcature aeree sostenute da travi che utilizzavano le antiche buche pontaie di costruzione, il Pozzali restaurava nel 1856 le volte della navata centrale e quelle laterali.</p>
<p>Altra grande opera di restauro è stata quella del catino absidale barocco con trionfo di santi, compiuto nel 1681 dai pittori lucchesi Coli e Gherardi. Grazie al restauro si sono ravvivati i colori e si è scoperta la vena barocca di questi affreschi rinvenendo anche il tentativo (forse poi abortito) di creare degli effetti a rilievo grazie astucchi aggettanti. Si veda la macchia di non finito ai piedi di un angelo che denota uno di questi tentativi. Nel complesso però tutti coloro che nel succedersi dei secoli operarono in questa area, ebbero come fine quello di creare una decorazione omogenea che non entrasse in contrasto stilistico con le ristrutturazioni precedenti, ma al contrario si legassero sia cromaticamente che formalmente fra di loro. Valga come esempio la creazione da parte del Civitali sullo scorcio del quattrocento, la messa in opera di finestroni, sopra le volte dei transetti, di gusto ancora gotico. Durante la ripulitura delle pareti è stato inoltre restaurato e messo in evidenza un affresco del 1570 opera del Ghirlanda, raffigurante San Pantaleone, cointestatario della Cattedrale assieme a San Martino. Altro resturo di grande effetto è stato compiuto nella Cappella del Sacramento. Questa, già ideata alla fine del quattrocento da Matteo Civitali, fu continuata sia nel seicento che nell&#8217; ottocento sovrapponendo via via, sia stili scultorei che affreschi di varie epoche. Qui si ammirano i due angeli scolpiti in un sol blocco opera di Matteo Civitali. Il soffitto si deve invece al pittore Lucchese Tofanelli, che nell&#8217;ottocento con grande maestria inserì finte statue a monocromo su un fondo verde pastello.</p>
<p>La Grande opera di restauro però, riguarda tuttora le superfici murarie in calcare bianco di Santa Maria del Giudice. Tutta l&#8217;opera di ripulitura è stata effettuata a mano con acqua distillata su tamponi. Là dove i muri si erano anneriti a causa del grasso delle candele che per secoli hanno illuminato la cattedrale, si è dovuto usare anche carbonato di ammonio. Dove invece sono avvenute infiltrazioni di acqua con presenza di calcare negli interstizi delle pietre, si è usato il bisturi. I lavori da compiere sono ancora molti e riguarderanno una superficie di più di 13.000 metri quadri. La fine dei lavori è prevista fra circa due anni.</p>
<p>Gabriele Calabrese</p>
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