“Domani il tempo sarà bello, un pò freddino però bello. Andiamo alle ville in bici ?” Questa la proposta che mi ha fatto Carlo, il mio amico e collega. Detto, fatto !

Ore 10.30 partenza da Lucca con le nostre mountain byke e in pochi minuti ci troviamo lungo l’argine del fiume Serchio, il fiume dei lucchesi. Il giorno prima ha piovuto e sullo sterrato emergono alcune pozzanghere d’acqua che rendono il  percorso più “wild”,  ma non poi così tanto da impedire ad un cinquantenne con la voglia di pedalare di godersi un pò d’aria fresca in una bella giornata di sole.  Giornata spettacolare e cielo terzo.

Parlando piacevolmente del più e del meno, dopo circa mezzora lungo il fiume lo lasciamo per trovarci, come d’incanto su un lungo vialone fra i campi e sullo sfondo la prima villa lucchese: la villa Cenami. La villa nei secoli è passata di mano da una famiglia all’altra molte volte. Questi passaggi di proprietà hanno gradualmente conferito all’impianto cinquecentesco della villa uno spiccato gusto neoclassico. Stile  che si esprime fondamentalmente in alcune formelle marmoree con rilievi a decoro della faccita ed in particolare grazie ad alcune cuspidi piramidali poste sopra il tetto.

Passiamo oltre non prima di essere sorpassati dall’unica automobile che abbiamo sino ad ora inrociato: una splendente 500 fiat lucidata a nuovo ! Poche centinaia di metri in falsopiano e cominciamo ad incontrare una dopo l’altra tutta una serie di ville monumentali. La rete delle ville lucchesi comincia a dipanarsi mostrando tutta la sua bellezza ed armonia di forme architettoniche e paesaggistiche. Villa Oliva Buinvisi, con il suo giardino su più piani ed il suo sobrio stile cinquecentesco. Villa Grabau Diodati, una elegante dimora anch’ essa rimodellata in epoca neoclassica. Qui è visitabile una delle limonaie settecentesche fra le più particolari della provincia e un parco che si può definire botanico per l’incredibile quantità di varietà arboree presenti. Fra le due ville abbiamo fatto sosta all’incantevole pieve romanica di S. Pancrazio del XII secolo. leggermente elevata rispetto alle ville sottostanti, offre una vista incantevole sulla pianura. Poco più in là la villa che per estensione di parco e giardini è senza dubbio la regina di nome di fatto: la villa Reale di Marlia. Il visitatore dovrà spenderci almeno un ora per orientarsi e visitare i giardini che si legano l’uno a l’altro con temi e prospettive diverse. Con una guida vale lapena di farsi raccontare storie e vicende di questo luogo. Basta dire che qui visse Elisa la sorella di Napoleone, principessa di Lucca. Qui visse, amò, comandò e godette di incredibili spettacoli teatrali nel teatrino di verzura, unico esempio al mondo di questo genere. Poco più in la le ville “sorelle” per bellezza ed eleganza: La villa Mansi e la villa Torrigiani.

E ora ? E ora si mangia ! Dove? Alla Fraga o da Canapino ! Cosa ? formaggi, salami, prosciutti, primi piatti, polenta, carni e …vino. Ti basta ? Mi basta e avanza. Questa è una piccola, ma fondamentale conversazione fra i due escursionisti in bicicletta. Peccato non possa far vedere l’espressione di compiacimento e sodisfazione sul mio viso dopo la sosta ristoratrice. Venti minuti dopo aver mangiato siamo ritornati alla base seguendo un rapido itinerario dove abbiamo notato molte altre interessanti elementi della vita locale attraverso la pianura sino alle mura di Lucca.

Una bella gita in conclusione. Tanto bella che stiamo aspettando solo la prossima giornata di cielo splendente per rimontare in sella alla ricerca di luoghi ancora più belli e intriganti.

Per Turislucca

Gabriele Calabrese