Turislucca

I pozzi di Lucca

“Secondo un antica tradizione, in tempi molto antichi, Lucca era rifornita di acqua mediante un acquedotto forse sotterraneo che, partendo dalle vicinanze di Moriano, faceva capo a numerose fontane, di alcune delle quali si conoscono ancora i luoghi (vi è da aggiungere però che doveva esistere ancora il tracciato dell’antico acquedotto romano che secondo il Silva giungeva nei pressi della attuale chiesa di San Frediano n.d.r.).  Prima della fine del medioevo, però, questo acquedotto si guastò e fu pertanto necessario ricorrere a pozzi, che vennero per lo più scavati sotto le cucine degli edifici per poter attingere acqua direttamente dalle finestre mediante carrucole. In molte corti si vedono ancora, murati all’altezza  delle finestre e sormontate dall’arpione che sorreggeva la carrucola, bacili di pietra che servivano ad appoggiare le secchie ed eventualmente per riempire un piccolo serbatoio collocato sopra l’acquaio.” ( Il brano è tratto da: Il secolo di Castruccio, fonti e documenti di storia lucchese, mpf 1982)

L’ approvvigionamento di acqua cambiò quando nella prima metà dell’ottocento, prima sotto il principato di Elisa Bonaparte, poi definitivamente sotto il ducato borbonico di Maria Luisa, venne realizzato l’acquedotto che prende il nome ancora oggi dal suo progettista, l’architetto Lorenzo Nottolini. Ancora oggi è possibile ammirare le rosse arcate in mattoni che dalle sorgenti di Guamo presso i monti pisani, portano acqua salubre in molte fontane della città.

Gabriele Calabrese

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